L'uomo si sarebbe fatto accompagnare nelle campagna di Rovigliano.
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Il tassista e il terrorista ricercato.Non è il titolo di una serie tv americana, purtroppo. Ci sono due personaggi in questa storia, un tassista e un passeggero. Il luogo di incontro è l'aeroporto di Fiumicino a Roma, la destinazione è Pompei. All'apparenza tutto tranquillo, una normale giornata di lavoro.
Un tipo particolare, certo. Smanetta coi suoi 3 cellulari, il tragitto è un continuo di telefonate, brevi, in cui parla in inglese e in una lingua che potrebbe essere turco o arabo.
Dopo le classiche 2 ore e mezza, 3 ore, di viaggio giungono a Pompei. Il passeggero fa una telefonata e passa l'apparecchio telefonico al conducente affinchè segua le indicazioni che gli fornisce la voce all'altro capo. Arrivano in una zona abbandonata, oltre il Fiume Sarno. Ci sono alcuni cantieri navali e nulla più. E' Rovigliano. L'autista si insospettisce e comincia a guardarsi intorno: non ci sono abitazioni o negozi che possano giustificare quel viaggio. Lo strano passeggero, però, paga regolarmente, scende dall'auto e si allontana. L'autista fa retromarcia e se ne va.
La stranezza di quel viaggio viene svelata qualche giorno dopo. Come racconta il giornalista Simone Di Meo dalle colonne de "Il Giornale", l'autista guardando al telegiornale immagini di presunti terroristi, riconosce in uno di loro il suo strano passeggero. Non ha esitazioni, è convinto che si tratti proprio dell'uomo accompagnato a Pompei.
A questo punto si confida con un suo amico carabiniere, il quale ritiene fin da subito attendibile quella storia e provvede a stilare un rapporto. Il rapporto viene immediatamente girato agli uffici investigativi dell'Arma e inoltrata all'Intelligence per le opportune verifiche.
Una notizia che non viene sottovalutata ma che anzi necessita di opportuni indagini. Nella mappa degli obiettivi delle città a rischio in Italia Pompei è un obiettivo sensibile. Il Santuario della Madonna di Pompei e gli scavi archeologici vengono costantemente monitorati, soprattutto a seguito delle conversazioni intercettate su Facebook dagli 007 italiani che riguardavano proprio gli scavi archeologici.
Altro elemento non sottovalutabile è che a Torre del Greco, una decina di kilometri dopo Pompei, è nata la combattente italiana convertitasi all'Islam Maria Giulia Sergio, attualmente in Siria impegnata tra le fila del Califfo Al Baghdadi, i cui genitori da alcune settimane sono detenuti nel carcere di San Vittore.
Solo coincidenze? Spetterà ai Servizi verificarlo.