Il consigliere Maria Pedulosi: "Con nonchalance si passa, da una ferma indisponibilità e chiusura totale ad una ipotesi possibilista di collaborazione".
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Rischia la chiusura la sede pompeiana della onlus ‘A Voce d’’è Creature di Don Luigi Merola. Questo è ciò che il prete ha dichiarato qualche giorno fa ai giornali, puntando il dito contro la decisione del Comune di Pompei di non erogare più il contributo da 8mila euro a sostegno del presidio di legalità, che sorge nell’ex fortino del clan Cesarano. Il prete, infuriato, aveva annunciato addirittura di voler scendere in piazza, per protestare dinanzi al municipio assieme ai suoi 30 ragazzi ed ai loro genitori. La protesta era stata annunciata per le ore 15:00 del 7 ottobre 2015. Vogliamo essere precisi sulle date, perché sono determinati al fine di capire l’intricata questione. Guarda caso però, forse sentendo puzza di bruciato, dal Comune si sono adoperati a tenere buono il sacerdote inviandogli una lettera datata 6 ottobre 2015, spedita in concomitanza con il diffondersi sui giornali della notizia della protesta annunciata. La missiva, molto diplomatica e a tratti ingarbugliata, tira in ballo le nuove regole per la spending review imposte dal potere centrale alle municipalità. Questa la principale motivazione addotta dal sindaco Ferdinando Uliano per giustificare al “Merola furioso” la cancellazione dal bilancio comunale del capitolo di spesa da 8mila euro. Insomma Uliano, pur apprezzando il lavoro svolto dal prete e dai suoi operatori, dice (in prima battuta almeno) di aver dovuto prendere la scelta suo malgrado. Poi però le cose cambiano, stranamente. Il prete non protesta in strada ma sale al Municipio e si incontra a porte chiuse con il primo cittadino. Un giorno prima i soldi non ci sono e il giorno dopo, quasi magicamente, si apre una nuova prospettiva. «Come tutti sanno, gli Enti locali devono fronteggiare una drastica spending review, ma il Comune di Pompei è disposto, comunque, a fare la propria parte nell’ambito delle proprie capacità. A breve Don Luigi Merola presenterà un progetto che sosterremo facendo il possibile, coinvolgendo anche altre realtà e altri Enti istituzionali”. Queste le parole di Uliano che però non dice cosa intende fare per scongiurare la chiusura del presidio, prevista fra 10 giorni, come sottolineato da don Luigi Merola. “No...Forse...Anzi...Si !” – così s’ intitola ironicamente il post scritto dal consigliere d’opposizione Maria Padulosi sulla sua pagina facebook. "Felice di apprendere che don Merola abbia ottenuto rassicurazioni dal sindaco in ordine al sostegno (economico) del progetto della fondazione onlus. Sconcertata – sottolinea il consigliere – dalle contraddittorie dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino nel giro di 48 ore. Con nonchalance si passa, da una ferma indisponibilità e chiusura totale (negandosi al fondatore perfino al telefono), ad una ipotesi possibilista di collaborazione del Comune di Pompei nei prossimi anni. Per finire, poi, con il riconoscimento del lavoro culturale e sociale svolto da don Luigi e l'impegno a finanziarlo....suggellato da una stretta di mano e l'immancabile sorriso. E' vero che "melius re perpensa" (nel senso che una più adeguata riflessione può portare ad un mutamento di opinione), ma in questo caso – conclude Maria Padulosi – il nostro primo cittadino mi ha ricordato tanto Carlo Alberto di Savoia, passato alla storia come "il re tentenna"".