Tronchi segati per alcuni cipressi negli scavi di Pompei, nella zona del Quadriportico dei Teatri e del Tempio di Iside. A dare man forte all’attendibilità della notizia ci sono diverse foto, che testimoniano come è mutato il paesaggio dopo gli abbattimenti. Scorci da cartolina sono andati perduti per sempre. La decisione della soprintendenza archeologica, che ha portato alla rimozione di alcuni alberi secolari, ha scatenato aspre polemiche. Si è aperto un serrato dibattito che ha coinvolto sia diversi cittadini pompeiani che molti visitatori provenienti da altre regioni d’Italia e nazioni che, vedendo le foto dei luoghi dopo gli abbattimenti, le hanno comparate con quelle che avevano scattato in un periodo precedente, proprio nei pressi del Quadriportico dei Teatri e del Tempio di Iside, notando differenze sostanziali nella fisionomia del paesaggio. A distanza di qualche settimana dalla diffusione della notizia, la soprintendenza rompe il silenzio, spiegando le motivazioni alla base della decisione di rimuovere alcuni dei cipressi piantati tra le antiche rovine, assieme a lauri ed oleandri, per volontà dell’archeologo Amedeo Maiuri. La soprintendenza fa sapere che gli alberi sono stati abbattuti perché erano diventati pericolosi; presentavano seri problemi di stabilità rappresentando, pertanto, una potenziale minaccia per l’incolumità dei visitatori. Questa la spiegazione. Si è trattato dunque di interventi di prevenzione, nulla a che vedere, così come qualcuno aveva ipotizzato, con l’avanzamento dei lavori del progetto “Pompei per tutti, “Pompei per tutti - percorsi, accessibilità e superamento delle barriere architettoniche” che mira a rendere sempre più agevole la visita tra le antiche rovine ai diversamente abili.
