Cronaca
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Pompei - Scavi archeologici, cipressi abbattuti. E’ ‘giallo’ sulle motivazioni

Tronchi segati per alcuni dei secolari alberi piantati per volontà di Amedeo Maiuri. E’ il caso dei cipressi che dominavano il paesaggio in prossimità del Quadriportico dei Teatri e del Tempio di Iside.

tempo di lettura: 2 min
di mdp
23/05/2016 12:08:38
Pompei - Scavi archeologici, cipressi abbattuti. E’ ‘giallo’ sulle motivazioni

Fino a poco tempo fa c’erano. Ora, invece, sono soltanto un lontano ricordo. Montano le polemiche per la decisione che ha portato a tagliare il tronco ad alcuni alberi all’interno degli scavi archeologici. E’ accaduto nei pressi del Quadriportico dei Teatri, il cui sfondo era dominato da maestosi cipressi (in foto). Nella parte superiore dello scatto, se ne contano sei. Nella parte inferiore che testimonia lo stato attuale della porzione di paesaggio circoscritta allo scatto, se ne vede invece soltanto uno. Gli alberi non ci sono più, sono stati abbattuti, ma si è deciso di ‘risparmiare’ la vita ad un solo cipresso. Osservando la foto è possibile quindi fare una comparazione tra il paesaggio com’era prima e come appare invece oggi. Quello del Quadriportico dei Teatri non è l’unico caso isolato. Sono andati giù infatti anche due cipressi che facevano da sfondo al Tempio di Iside, meraviglioso edificio dedicato al culto della dea egiziana, patrona della fertilità, della maternità e della magia. Anche in questo caso il paesaggio è profondamente mutato. Non ci sono più i due maestosi cipressi, probabilmente piantati nel sito archeologico per espressa volontà di Amedeo Maiuri che, oltre a condurre importanti campagne di scavo, si preoccupò anche di curare le aree verdi tra le antiche rovine della città romana, con un obiettivo preciso: cercare di ricreare l’antica flora, prendendo a modello il lavoro promosso dal direttore del Foro Romano Giacomo Boni. Maiuri piantò tra gli edifici degli scavi archeologici lauri, cipressi ed oleandri. Alcuni anziani pompeiani ricordano, ancora oggi, come un tempo erano curate e rigogliose le aree verdi all’interno del sito patrimonio Unesco. Perché sono stati abbattuti i cipressi? Erano malati? Presentavano problemi di equilibrio statico tali da rappresentare un potenziale pericolo per l’incolumità dei visitatori? Queste sono le domande più ricorrenti dell’opinione pubblica. Chissà che la Soprintendenza non decida di fare luce sulle ragioni che hanno portato ad abbattere dei bellissimi e secolari alberi. 

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