Recuperata parte della refurtiva per un valore pari a circa 17mila euro.
tempo di lettura: 2 min
Questa mattina, all'esito di un'articolata indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, personale della Polizia di Stato del Commissariato di Pompei ha dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal GIP presso il locale Tribunale che ha disposto l'applicazione di misure cautelari personali a carico di 4 persone. Si tratta di Esposito Tommaso, 26enne di Massa di Somma - pregiudicato - custodia cautelare in carcere. Esposito Vincenzo, 49enne di Cercola - pregiudicato - custodia cautelare in carcere; Langella Simone, 35enne di Castellammare di Stabia - incensurato - custodia cautelare agli arresti domiciliari; Sicignano Pasquale, 45enne di Castellammare di Stabia - pregiudicato - custodia cautelare agli arresti domiciliari. Le indagini venivano avviate dal Commissariato P.S. di Pompei nel mese di Febbraio 2015, a seguito di rapina perpetrata in Pompei alla via Aldo Moro ad opera di due uomini con volto travisato, uno dei quali anche armato di pistola, ai danni di due persone. Nella circostanza i malfattori si impossessavano di telefoni cellulari, di denaro e di orologi di ingente valore marchio Rolex completi di certificato di garanzia. Le investigazioni consentivano di accertare che due degli indagati (Langella Simone e Sicignano Pasquale) avevano organizzato una 'trappola' per attirare le vittime, che venivano poi rapinate con modalità cruenti dai complici, che poi si dileguavano e si attivavano, nella giornata successiva, per vendere quei beni a privati intenditori e a rivenditori del settore. La tempestività degli accertamenti svolti nell'immediatezza dei fatti consentiva di rinvenire, però, parte della refurtiva che era stata già immessa sul mercato, non solo locale. Erano così recuperati a Roma, Torre del Greco e a Napoli 5 Rolex del valore stimato di circa 17.200 euro ed il cellulare sottratto ad una delle vittime al momento del fatto. La ricostruzione certosina dei fatti e delle circostanze riferiti dalle parti offese, supportata da intercettazioni telefoniche e ambientali nonché da numerosi riscontri dei dati informativi acquisiti, permetteva di identificare gli autori del reato, tra i quali anche persone "insospettabili" che avevano partecipato al fatto delittuoso insieme a soggetti con plurimi precedenti penali specifici.