L'attesissimo incontro tra i comitati 'no sottopassi' e l'amministrazione Amitrano per ora è destinato a restare tale, in quanto non ancora calendarizzato. A farlo sapere è stato Carlo De Felice, presidente di una delle due associazioni cittadine costituitesi a Pompei per contrastare il progetto urbanistico dell'Eav. L'opera, attraverso i fondi stanziari della Regione, mira all'eliminazione dei 4 passaggi a livello sul territorio locale mediante la creazione dei tanto dibattuti passaggi sotterranei, oltre alla creazione di una nuova strada interna tra via Nolana e via Crapolla.
A giorni, tuttavia, dovrebbero partire dalla commissione regionale Trasporti due distinte convocazioni per i comitati, i quali da parte loro già manifestato la ferma intenzione di interloquire solo con il primo inquilino di palazzo De Fusco, ossia il garante dei diritti dei cittadini nei confronti dei privati. Le ultime novità vedono gli attivisti preparare - insieme ad altre associazioni di quartiere - una grande manifestazione di piazza da tenere in notturna, con tanto proiezione del progetto Eav, prima del consiglio comunale in programma mercoledì.
L'ipotesi ventilata in queste ore dai manifestanti, seppur in estrema ratio, sarebbe quella di richiedere un referendum sul progetto con il palese fine di indurne il blocco da parte delle istituzioni. Nel frattempo anche la politica sta sfruttando il caso per schierarsi, assumendo a seconda dei casi e della convenienza le posizioni ritenute più opportune. Lo stesso sindaco Pietro Amitrano avrebbe già chiarito le direttive alla propria maggioranza: «Daremo l'ok al progetto, oppure ce ne andiamo tutti a casa». Non tutti in coalizione sarebbero però convinti a pronunciare il fatidico 'sì'.
Possibile che la disputa si sposti con il passare delle settimane anche a palazzo Santa Lucia, sede del consiglio regionale, in vista delle elezioni dell'anno prossimo. L'eventuale annullamento - ritenuto comunque assai improbabile - del piano Eav costituirebbe una carta importantissima per il consenso allo schieramento politico di turno. Una partita, insomma, da giocare sulla pelle degli stessi pompeiani. Per ora gli unici a 'pagarne il prezzo' sono stati gli anziani ospiti della casa di riposo Carmine Borrelli, momentaneamente sfrattati dalle loro stanze a causa dei lavori che interesseranno proprio la struttura ricettiva.
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