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Cronaca

Pompei - Nella città antica spunta il tesoro della fattucchiera


Oggetti preziosi legati alla magia che potrebbero essere state l'armamentario di una persona dotata di particolari capacità taumaturgiche.

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Le collane contenute nel piccolo forziere, certo bellissime ma non di grandissimo valore economico, sembrano quindi raccontare un'altra storia, ancora più intrigante: si potrebbe trattare, spiega Osanna, "di monili da indossare per occasioni rituali, più che per mostrarsi elegante".

Oggetti preziosi, ma in un senso diverso dai gioielli. Una raccolta di piccole cose in qualche modo legate alla magia che potrebbero essere state l'armamentario di una persona, forse anche una schiava, dotata di particolari capacità taumaturgiche, di un rapporto privilegiato con gli aspetti più magici del vivere quotidiano.

Si potrebbe spiegare così la presenza di tanti strani oggetti, tutti per un verso o per l'altro legati mondo romano con la fertilità, la seduzione, il buon esito di un parto o di un matrimonio, dai falli alle pigne, dalla spiga alle ambre. Anche gli specchi, del resto, potevano avere una funzione nei rituali.

Osanna allarga le braccia. Gli studi sulla Casa del Giardino - la stessa nella quale è stata ritrovata l'iscrizione che ha cambiato la data dell'eruzione del Vesuvio posticipandola dal 24 agosto al 24 ottobre del 79 d.C - sono di fatto ancora agli inizi. Gli oggetti dello scrigno sono appena stati ripuliti e restaurati, soltanto ora si potrà cominciare ad esaminarli e studiarli uno ad uno.




La squadra di esperti del Grande Progetto Pompei sta lavorando anche per fare luce sulla composizione della famiglia, il primo passo per cercare di ricostruirne la storia. "Gli esami sui resti delle dieci persone ritrovate nell'atrio - racconta il direttore - hanno dimostrato che si tratta di un gruppo interamente composto da donne e fanciulli". Gli uomini erano andati in avanscoperta, due sono morti a pochi metri dalla porta di casa. "Stiamo cercando di ricostruire il dna di tutti e i rapporti di parentela. Pensiamo si trattasse di un'intera familia nel senso romano del termine, comprensiva quindi degli schiavi al servizio".

Tant'è. Tra loro forse c'era una donna alla quale la famiglia, se non addirittura la comunità, riconosceva poteri in qualche modo magici, il talento di aiutare gli altri, in particolare le fanciulle e le signore, ma non è detto soltanto loro, nelle piccole cose della quotidianità come nei momenti più delicati dell'esistenza. Una capacità di attirare il bene e di tenere lontana la malasorte che purtroppo nulla ha potuto davanti al nemico più grande.



Pompei - Nella città antica spunta il tesoro della fattucchiera

lunedì 12 agosto 2019 - 16:50 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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