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Pompei - Movida notturna e disagi, Martire: «Il sindaco convochi un tavolo tecnico»

Il consigliere di minoranza ritorna sulla delicata questione, in ragione anche di recenti accadimenti.

tempo di lettura: 2 min
di MDP
14/06/2016 14:14:57
Pompei - Movida notturna e disagi, Martire: «Il sindaco convochi un tavolo tecnico»

Via Sacra

«Si è deciso che Pompei debba diventare a mano a mano una “città del silenzio”? Benissimo. Allora si eviti di rilasciare autorizzazioni e concessioni che compromettano tale obiettivo». Questo il commento, sospeso tra ironia e provocazione, del consigliere di minoranza Bartolo Martire. Il leader del gruppo politico dei Democratici Riformisti, ritorna sul tema della movida notturna che, nelle ultime settimane, ha sollevato un vespaio di polemiche. La questione è complessa e particolarmente sentita nel centro cittadino. Da un lato ci sono i residenti che rivendicano il diritto alla tranquillità del sonno e, dall’altro, ci sono i titolari dei locali notturni che chiedono di poter lavorare in un clima di maggiore serenità. Nell’ultimo periodo i controlli messi in campo dalle forze dell’ordine si sono ancor più intensificati. Le verifiche, da un lato tendono ad accertare il possesso o meno di autorizzazioni e requisiti necessari per lo svolgimento delle attività e, dall’altro, a controllare che l’intrattenimento musicale avvenga entro e non oltre l’arco temporale indicato dall’ordinanza comunale (attualmente l’intrattenimento musicale, dal vivo o in filodiffusione, è consentito dal lunedì al giovedì, dalle 20:00 alle 24:00, con proroga soltanto di un’ora il venerdì e il sabato, ad esclusione della domenica). Nell’ultimo periodo c’è stata una vera e propria impennata di denunce sporte per schiamazzi notturni e, pare, che la recente chiusura del locale Blanco di via Carlo Alberto, s’inserisca proprio in questo contesto. «Sulla spinosa questione dei locali pubblici e della musica il sindaco – commenta Martire – continua a non prendere posizione perché gli torna funzionale e conveniente il gran baccano che ne sta nascendo. Lui è indifferente mentre invece tutti gli altri se le danno di santa ragione. Se è stato deciso che il centro cittadino, progressivamente, debba diventare una “zona del silenzio” allora perché si continua a rilasciare autorizzazioni e permessi per determinate tipologie di attività commerciali che potrebbero compromettere il raggiungimento di un simile obiettivo? In caso contrario, se si pensa che il rilancio dell’economia cittadina passi anche per il ramo dei locali d’intrattenimento notturno, allora urge che il sindaco – insiste ancora il consigliere – convochi subito un tavolo tecnico coinvolgendo forze dell’ordine, titolari di locali e residenti. Tutto, allo scopo di arrivare ad una regolamentazione che possa essere il più possibilmente rispettosa degli interessi di tutti. Si riporti la discussione su dati oggettivi e ci si astenga di esprimersi per antipatia o simpatia dei proprietari dei locali o dei cittadini che lamentano sicuri disagi».

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