Cronaca
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Pompei - Misericordia e Alts insieme per la prevenzione del tumore al seno

I volontari della Confraternita hanno promosso un'iniziativa che ha ottenuto un successo di gran lunga superiore alle attese della vigilia grazie alla proficua collaborazione con l'équipe del professor D'Aiuto.

tempo di lettura: 5 min
di Mauro De Riso
28/06/2015 23:13:59
Pompei - Misericordia e Alts insieme per la prevenzione del tumore al seno

Tre giorni all'insegna della prevenzione per sensibilizzare le donne e vincere la paura assecondando sapientemente la dignità della natura umana. Prosegue incessante l'attività dei volontari della Confraternita Misericordia di Pompei, sempre attenti ad analizzare i problemi che affliggono i deboli e a promuovere iniziative atte a rendere la popolazione partecipe di progetti ad ampio raggio nel rispetto dei principi della fratellanza e della solidarietà. In accordo con l'Alts, Associazione per la Lotta al Tumore al Seno guidata dal professor Giuseppe D'Aiuto, i volontari hanno accolto nelle giornate di venerdì e sabato 77 donne che si sono sottoposte ad una visita ecoguidata al seno sfruttando gli strumenti d'avanguardia dell'équipe medica messa a disposizione dal professore. Dinanzi ad un successo di gran lunga superiore alle attese della vigilia, la governatrice Antonella Bianco non ha nascosto il suo entusiasmo per un weekend che ha gratificato il lavoro encomiabile del suo gruppo: "La passione e la forza di volontà sono il sale della vita e grazie a queste due componenti è possibile raggiungere traguardi straordinari - ha affermato Antonella -. Intendo pertanto ringraziare il vescovo di Pompei, Tommaso Caputo, presente qui nella giornata di sabato nonostante i suoi numerosi impegni in giro per il mondo, il professor Giuseppe D'Aiuto, le cui strumentazioni ci hanno consentito di fornire un'assistenza sanitaria all'altezza di un simile evento, la dottoressa Nappo, mia costante interlocutrice, il dottor Angelo Ranieri, mio braccio destro in occasione di ogni evento promosso in questi anni, ma soprattutto voglio congratularmi con i volontari, il cui apporto è stato indispensabile per garantire un servizio di livello altissimo con figure di spicco nell'ambito della lotta contro una piaga che affligge tante donne e che, grazie ai progressi conseguiti negli ultimi anni, oggi fa un po' meno paura". La presenza del vescovo Tommaso Caputo e del monsignor Adamo testimonia la forte impronta cattolica della Confraternita Misericordia, il cui afflato religioso rappresenta una chiave di lettura basilare per comprendere la verve che anima queste iniziative finalizzate ad aiutare il prossimo. In merito all'aspetto tecnico e professionale, le figure operative e di rappresentanza non sono mancate di certo e il convegno che ha chiuso il trionfale weekend è stato un'autentica lezione di medicina e di vita, fruibile ad una platea desiderosa di attingere da simili fonti un profondo insegnamento in termini di prevenzione e di approccio alla malattia. Il dottor Nicola Rea, in tal senso, ha sottolineato i fattori psicologici che influiscono su una scarsa prevenzione, adducendone le cause a componenti di carattere antropologico e storico: "La mastectomia rappresenta una forma di chirurgia demolitiva che inibisce la vita sessuale e produce effetti devastanti sulla psiche di una donna - ha spiegato Rea -. Per questa ragione, oggi si tende a prediligere una chirurgia di tipo conservativo qualora le circostanze lo consentano. La mammella, infatti, non dispone solo di un valore anatomo-fisiologico, ma ha evidenze radicate nella tradizione antropologica della razza umana e le raffigurazioni artistiche confermano e mettono in risalto la linfa vitale che da essa scaturisce". L'importanza di una diagnosi precoce ha rappresentato il fulcro dell'intervento del dottor Domenico Aiello: "L'autoesame rappresenta il primo step fondamentale per qualsiasi diagnosi. Per ogni donna è opportuna una frequente autopalpazione, consigliata nei due o tre giorni seguenti al ciclo mestruale dopo un bagno caldo rilassante. La donna conosce il proprio seno meglio di qualsiasi medico e sa individuare la presenza di moduli o corpi estranei, perlopiù fortunatamente di tipo benigno. La visita senologica costituisce il primo esame di ogni attività diagnostica che comprende mammografia, ecografia e talora la risonanza magnetica. In presenza di casi sospetti, si ricorre poi all'agobiopsia o alla biopsia chirurgica. Sarebbero consigliabili esami biennali fino a 74 anni e la qualità della vita di chiunque sia affetto da tumori al seno è attualmente in netto miglioramento". Il primo approccio passa attraverso il medico di famiglia, la cui importanza in termini di prevenzione è stata sintetizzata dal dottor Pasquale Ragone: "Ogni giorno un milione e mezzo di persone si reca dal proprio medico di famiglia, a testimonianza della grande valenza che costui assume per i singoli individui. L'aspettativa di vita degli esseri umani è in costante crescita ed è più elevata per le donne, anche se la Campania occupa l'ultimo posto in questa speciale classifica. La stato ha l'obbligo di prevenire e curare i pazienti affetti da tumore al seno, alla cervice uterina e al colon-retto, anche se i fondi sono destinati principalmente alle cure (95%) rispetto alla prevenzione (5%), che passa soprattutto attraverso un adeguato stile di vita. La medicina di iniziativa è compito del medico di base, che ha l'obbligo di invitare i propri pazienti a sottoporsi a screening, monitoraggio dei problemi e programmi di vaccinazione e prevenzione". Esemplare è stata la relazione dell'anatomopatologo Luigi Baron. che ha simulato un ago aspirato con l'ausilio di un'arancia: "Si tratta di un intervento poco traumatico - ha sottolineato Baron -, ma fornisce notizie probanti circa i tumori al seno attraverso l'analisi del materiale aspirato tramite una semplice siringa, posto su un vetrino, fissato con un alcool e preservato in modo imperituro per ricavare ogni tipo di informazione. Le analisi istologiche richiedono tempi lunghi per una diagnosi certa, pertanto la paura non deve mai prevalere sulla pazienza al fine di produrre un quadro chiaro ed inequivocabile della situazione". Il professor Giuseppe D'Aiuto, infine, ha condiviso la sua esperienza con i presenti, invitando le donne ad un approccio sanitario più maturo: "Esiste oggi un optimal workload per ridurre i costi legati alle visite senologiche, ispirato al modello anglosassone. Nel 1985 ho rischiato la radiazione dall'albo dei medici per aver preservato il seno di una ragazza malata di cancro. A distanza di 30 anni da quella spiacevole circostanza, la ragazza oggi è una splendida cinquantenne che può godersi una vita normale, mentre la mia terapia, ritenuta rischiosa all'epoca dei fatti, è estremamente attuale. Resta tuttavia il problema della carenza di centri atti a garantire screening e prevenzione, ma i tempi oggi sono maturi per creare in questo paese una nuova cultura sanitaria che sia più vicina ai problemi e alle preoccupazioni delle donne".

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