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Non solo cibi di scarsa qualità ma, in qualche caso, anche superficialità nella loro somministrazione. Questo in sintesi quanto raccontato da una madre il cui bambino è allergico ad una serie di cibi tra i quali cioccolato, banana e uova. A finire sotto accusa è ancora una volta la Ristonet, la ditta privata che gestisce in appalto il servizio di refezione per gli alunni della scuola primaria e dell’infanzia in diversi plessi del territorio comunale. La ditta ha avuto una proroga fino a maggio 2016, ma è finita al centro delle polemiche per i cibi, a detta dei genitori di scarsa qualità e non scaduti, come erroneamente riportato da qualche organo di stampa nei giorni scorsi. Non convincono soprattutto il pane e la frutta. Ma c’è un episodio che merita ancor più considerazione, ed è quello raccontato dal genitore di cui sopra che dice che, qualche giorno fa, a suo figlio è stata distribuita una banana, nonostante sia un alimento bandito dalla sua dieta. La mamma spiega tutti i dettagli. “Tutti gli alimenti che sono proibiti per il mio bambino sono indicati nel certificato medico che ho consegnato in duplice copia sia alla scuola che alla Ristonet. Per fortuna mio figlio non ha mangiato il frutto. E’ un ragazzino maturo, riflessivo, e conosce molto bene la sua problematica. La maestra e l’addetta esterna alla mensa si sono accorte dell’errore subito, anche perché mio figlio ha diritto ad un menù un po’ diverso da quello degli altri bambini, e hanno subito sostituito il frutto, recuperando una clementina dalla scuola materna. Bisogna essere molto scrupolosi quando ci si rapporta ai bambini. Somministrare loro cibi è una grande responsabilità, specie se si tratta di alunni con esigenze particolari come mio figlio. Le distrazioni non sono ammesse”.