Scalpore a Pompei, dove nel pomeriggio di ieri è apparso un messaggio provocatorio dinanzi al monumento in memoria delle vittime dell'11 settembre: «Onore alle vittime delle guerre imperialiste Yankee. Fuori gli invasori Yankee dall'Italia». Il manifesto è stato trovato dai vigili urbani attaccato ai ferri del recinto della scultura. Gli stessi agenti della Municipale, coordinati del colonnello Gaetano Petrocelli, hanno provveduto alla rimozione del foglio, segnalando formalmente l'episodio alla Procura di Torre Annunziata e alla Digos.
Il testo, redatto a penna in stampatello su un foglio bianco, è al momento sotto esame da parte dei periti della polizia per cercare di comprenderne la matrice: non si esclude ovviamente la pista politica. Al vaglio anche le riprese della videosorveglianza di piazza Bartolo Longo. Si tratta comunque di un chiaro proclamo antiamericano, anche se - va detto - il monumento eretto in pieno centro con un frammento originale di una trave estratta dai ruderi delle torri gemelle di New York, rase al suolo dopo l'attacco aereo terroristico del 2001, mira a celebrare il ricordo le vittime di un gesto criminale.
E le vittime, si sa, non hanno nazionalità, specialmente quando si tratta di persone morte a causa della barbarie umana. La scultura ai caduti dell'11 settembre, dal maggio 2010 in piazza Bartolo Longo, è un frammento originale di una trave estratta dai ruderi del World Trade Center, donata dall'autorità portuale di New York e del New Jersey alla città di Pompei che è per vocazione e per statuto è proclamata 'Città della Pace'. Nei prossimi giorni gli investigatori proveranno a dare un volto all'autore di una bravata che non mette certo in buona luce l'intera comunità.