Sopralluogo di polizia di stato e vigili del fuoco presso il centro Gaudium, a seguito di alcune denunce sporte da Bruno Adami che, prima con una lettera del 5 giugno 2015 indirizzata al comando provinciale dei vigili del fuoco, e poi con un sollecito inviato al Comune di Pompei il 23 febbraio 2015, ha messo nero su bianco alcune presunte criticità della struttura, frequentata da anziani che si riuniscono per attività ludico-ricreative. L’immobile è ubicato all’interno del parco cittadino “Fonte Salutare”. L’amministrazione Uliano, nell’ottica della spending review, ha trasferito già da alcuni mesi la sede del centro Gaudium, risparmiando così il canone d’affitto, pagato per lungo tempo ad un privato di via S. Giovanni Battista della Salle. «All’interno del locale vi sono delle pareti divisori che formano un grosso ostacolo per una eventuale fuga di massa. Il locale è sprovvisto di bocche antincendio, le porte d’ingresso non sono antipanico e fuori vi sono dei gradini ed un muro alto due metri che, in caso di emergenza, possono provocare panico. Manca uno scivolo per disabili e i bagni non sono agibili». Questo è quanto denunciato da Adami ai pompieri lo scorso giugno. Il 23 febbraio poi il tecnico ed ex socio del Gaudium, aveva scritto al Comune di Pompei perché, a suo dire, «per l’apertura di quei locali occorrevano cinque documenti. Atti mai esibiti». Alla posizione dell’agguerrito pompeiano, si contrappone però quella dell’Ente che sostiene che l’edificio della Fonte Salutare è a norma. Il 14 maggio 2015 il dirigente comunale del settore urbanistica Michele Fiorenza ha firmato infatti un certificato nel quale si attesta che «i locali di proprietà comunale possono ritenersi agibili per uso attività ricreative e sociali». Nel documento si legge inoltre che «i locali sono dotati di due servizi igienici e di adeguata areazione». Non si fa però riferimento alla questione dell’assenza delle vie di fuga, evidenziata da Adami.