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Pompei - La politica locale si divide sul concerto di inizio anno: da «mezzo flop» a «segnale di rilancio per la città nuova»

I numeri, almeno quelli, sono inequivocabili: a fronte di una cachet di circa 35mila euro percepiti dall'artista.

tempo di lettura: 2 min
di Francesco De Sio
03/01/2019 19:37:08
Pompei - La politica locale si divide sul concerto di inizio anno: da «mezzo flop» a «segnale di rilancio per la città nuova»

Per alcuni «un mezzo flop», per altri invece Pompei «ha ripreso gli spazi che le appartenevano». Il concerto di ieri sera che ha visto Alex Britti esibirsi in piazza del Santuario divide ovviamente la politica locale, e non potrebbe essere altrimenti.

I numeri, almeno quelli, sono inequivocabili: a fronte di una cachet di circa 35mila euro percepiti dall'artista - a cui vanno aggiunti altre spese per allestimento, diritti Siae e altro, per un totale vicino ai 45mila euro - in meno di 3mila hanno affollato la piazza.

Una spesa non di poco conto per il Comune di Pompei, specie se confrontata con gli eventi passati. In occasione del concerto di Sal Da Vinci del 2 gennaio 2016, erano state 5mila le persone ad aver risposto presente, per un totale di 22mila euro di spese da parte dell'Ente allora gestito dall'ex sindaco Nando Uliano.

«È chiaro che parliamo di scelte amministrative, e ognuna di queste è legittima - ci ha spiegato il consigliere do opposizione Alfonso Conforti -. Io personalmente avrei investito una somma così importante per altro, alla fine parliamo di un evento che alla città non ha lasciato nulla, e che oltretutto è stato pubblicizzato poco e male. Le lamentele degli albergatori lo dimostrano, nessuno sapeva del concerto nel circondario».
Diversa - e decisamente interessante - la chiave lettura fornirà dall'esponente della maggioranza Bartolo Martire, il quale ha puntato sul segnale che eventi di questo tipo puntano a dare: «La griffe di Pompei parla da sola - ha detto a Stabia Channel il consigliere -. L'amministrazione Amitrano punta a dare vita anche alla parte 'nuova' della città, quella indipendente dagli Scavi, dal Santuario e dalla Madonna. Anni fa non esistevano eventi tra queste strade, e i cittadini erano costretti a spostarsi nei comuni limitrofi».

«Organizzazione imperfetta? Non sono uno abituato a cercare scuse - ha chiarito Martire con onestà -, ma posso dire che bisognerebbe guardare oltre gli errori per percepire quello che stiamo facendo per Pompei più ad ampio spettro. Con l'evento di ieri sera puntavamo prima di tutto a restituire la piazza del Santuario ai pompeiani, e parecchi di loro questo l'hanno capito e apprezzato».

Per migliorare, insomma, c'è sempre modo e tempo. Ad ora a prevalere è la voglia di tracciare una 'via maestra' che punta a creare nuove attrattive in città. E non sarebbe affatto poco.

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