Dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della città ma, invece, non è così. Fatto salvo il lavoro dei quattordici operatori della struttura, che assistono con diligenza gli ospiti, l’edificio presenta vistosi segni d’usura, soprattutto nella parte esterna. Questa è la situazione della casa di riposo “Carmine Borrelli” di via Lepanto. Alzando lo sguardo ai balconi, si nota che l’intonaco si è scrostato in diverse zone al punto tale che il ferro d’armatura e i mattoni sono ben visibili. La situazione preoccupa gli anziani della casa e i lavoratori. “L’edificio avrebbe bisogno di una manutenzione complessiva. Come si fa a guardare la facciata e a non preoccuparsi ? Insomma ci sono i mattoni di fuori” – commenta una familiare in visita al suo anziano genitore. Gli ambienti interni dell’edificio sono senza dubbio tenuti meglio, anche se però persistono delle difficoltà oggettive per anziani che afferiscono alla possibilità di poter usufruire agevolmente dei bagni interni alle camere, che presentano diverse anomalie. La prima è che in tutti manca il bidè. Ne consegue quindi che provvedere all’igiene personale diventa un po’ difficoltoso, soprattutto per coloro che hanno difficoltà motorie e che non sono del tutto autonomi. “Non essendoci il bidè, devo lavarmi riempendo una bacinella. Una situazione assurda, che diventa un ostacolo enorme e che mette nella condizione di dover chiedere per forza un aiuto che magari non si vorrebbe per pudore, riservatezza. C’è qualcuno che addirittura, stufo della situazione, spesso rinuncia a rinfrescarsi”. Questo il racconto di un’anziana della struttura. C’è poi anche il caso delle docce, che hanno il piatto ma non la cabina. Sono tutte così. Ciò implica che il pavimento s’allaga con conseguente rischio di scivolata per gli anziani. “Le docce dovrebbero avere le cabine e invece non ci sono. Di conseguenza non si può evitare di non far cadere acqua a terra. E’ rischioso per noi. Questi bagni, così concepiti, ci tolgono la dignità”. In qualche caso poi il bidè è stato rimosso ma è ancora presente la staffa in ferro che rappresenta un pericolo costante perché l’anziano potrebbe scivolare e battervi la testa. Questa è la situazione. “I bagni sono stati ristrutturati qualche anno fa per un costo totale di circa 60mila euro. Paradossalmente erano meglio quelli di prima. Mi chiedo come si faccia a considerarli agibili” – commenta un operatore.