«Il sindaco non mi ha ancora risposto. Resto in attesa». Questa la dichiarazione lapidaria del vice questore aggiunto del locale commissariato di pubblica sicurezza Angelo Raffaele Lamanna. La risposta attesa dal funzionario della polizia di stato si ricollega ad una missiva che ha inviato alcune settimane fa al primo cittadino, in riferimento alla tanto dibattuta questione del funzionamento deficitario del sistema di videosorveglianza comunale. Le telecamere complessivamente sono poche. Alcune sono spente perché guaste. Quelle funzionanti, invece, restituiscono immagini e filmati di scarsa qualità che non supportano al meglio le attività d’indagine degli inquirenti. Il vice questore aggiunto ha inteso tirare un po’ le somme nella lettera inviata a palazzo De Fusco. Non resta che attendere cosa gli verrà risposto. Ad oggi però è ancora silenzio. Intanto la questione è approdata anche nella prima commissione consiliare istituzionale permanente, su spinta del consigliere d’opposizione Bartolo Martire, che ha chiesto che l’argomento venga approfondito nella conferenza dei capigruppo, preparatoria all’imminente consiglio comunale (si terrà, forse, il 7 aprile prossimo). C’è già un’idea in bozza che prevede la costituzione di una centrale unica operativa h24 con sede da istituire, presumibilmente, nel comando dei vigili urbani. La proposta prevede una gestione sinergica tra caschi bianchi, polizia e carabinieri. Per realizzare tutto ciò è chiaro che il numero di telecamere deve essere incrementato e, soprattutto, devono funzionare al meglio al fine di garantire un’efficace azione di monitoraggio del territorio.