Immagine di repertorio
E’ la storia di un disagio che urla aiuto e che si acuisce ogni giorno di più. Protagonista della vicenda è la famiglia De Simone di Pompei. Antonio e Lucia sono genitori di tre figli uno dei quali disabile al 100%. E lo stesso capofamiglia ha un’invalidità riconosciuta dell’85%. Ci sono poi due minorenni. La famiglia vive in via Grotta n.2, in un appartamento per il quale paga 300 euro mensili di canone d’affitto. Una spesa che non può più sostenere anche perché il signor Antonio è disoccupato. I De Simone hanno diritto ad alloggio di edilizia popolare. Il capofamiglia è al primo posto nella graduatoria stilata dal Comune (in riferimento al bando del 14.06.2012) perché ha tutti i requisiti richiesti. Eppure è un anno e mezzo che attendono che il loro diritto venga riconosciuto. La storia è ingarbugliata. Di mezzo c’è un procedimento giudiziario fatto di tanti ricorsi. Tutto nasce dal fatto che l’alloggio che spetta al signor Antonio è occupato da una singola persona, una donna straniera. La famiglia De Simone vuole l’alloggio, la donna che lo abita non vuole sentire ragioni e c’è anche un’ordinanza di sgombro a firma del sindaco che dice che la donna deve lasciare l’alloggio. La signora ha fatto ricorso ma è stato rigettato. Nel frattempo i De Simone hanno diffidato il Comune di Pompei lo scorso 14 gennaio. Insomma è un’odissea senza fine, una di quella all’ “italiana”. Si fatica a venirne a capo. “Vogliano giustizia”, questo è l’appello accorato della famiglia che chiedono alle istituzioni una risoluzione definitiva della questione.