Quando tecnologia e cultura antica si toccano. E' quanto accade in provincia di Napoli, tra le prime città in cui è possibile navigare in 5G. Nel capoluogo partenopeo, sono già numerose le zone che già usufruiscono della rete superveloce: la stazione marittima e quella ferroviaria, via Toledo, piazza del Plebiscito, finanche alla Villa comunale e a via Vespucci tutta. La copertura sarà progressivamente estesa nel corso dei prossimi mesi, con l'obiettivo di raggiungere almeno il 50% della popolazione entro l'anno.
I programmi dell'azienda di telecomunicazioni prevedono di coprire con il 5G altre sei città entro dicembre e 120 le città entro il 2021. Circa 200 le destinazioni turistiche, 245 i distretti industriali e 200 i progetti specifici per le grandi imprese. Tra le opportunità offerte, concentrandosi esclusivamente sull'area vesuviana, ci sarà la possibilità di godere di specifiche funzioni per il turismo. Tra queste anche un'apposita app per visitare gli scavi di Pompei con la realtà virtuale, affiancati da una guida turistica collegata a chilometri di distanza.
Senza dubbio una svolta che amplierebbe la fruibilità del sito archeologico più famoso, ma che alcuni pompeiani non hanno mancato di criticare. Se infatti da un lato - soprattutto quello economico - sarà possibile sfruttare appieno le potenzialità della città antica, dall'altro si priverebbe la Pompei nuova dei benefit derivanti dal flusso di visitatori, estremizzando il concetto di 'turismo mordi e fuggi'. «Così facendo la gente non verrà proprio più a vedere i veri scavi - obietta qualcuno -. Vedranno tutto da casa e addio turismo».
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