Maria Padulosi
Blitz a ‘sorpresa’ nello studio dell’avvocato Maria Padulosi, quota rosa dell’opposizione consiliare. Qualche giorno fa tre vigili urbani e un tecnico del Comune munito di macchina fotografica, si sono presentati allo studio della professionista pompeiana, durante l’orario di ricevimento dei clienti, perché sollecitati a svolgere accertamenti in ordine ad un presunto abuso. Una vicenda che la Padulosi ha chiarito immediatamente, precisando che non è la proprietaria dell’immobile in questione e per il quale ha un contratto di locazione dal 9 maggio 1995. E’ duro lo sfogo del consigliere comunale. «Nel pomeriggio del 29 febbraio scorso ho avuto la imprevista visita di tre agenti della polizia municipale e di un tecnico del Comune di Pompei, munito di macchina fotografica. Con garbo e imbarazzo mi hanno chiesto di poter visionare l’appartamento perché erano stati sollecitati a svolgere accertamenti in ordine ad un presunto abuso. Ovviamente ho acconsentito. In 20 anni non è stata fatta alcuna ristrutturazione; non ho modificato o aggiunto una mattonella! Scherzando ho detto che avrei potuto aprire anche gli armadi, non vi nascondo alcuno scheletro. Ho appreso poi che, forse, il proprietario-costruttore avrebbe dichiarato all’epoca della costruzione del fabbricato, avvenuta nel 1960, la destinazione residenziale dell’immobile e non quella di uso studio professionale, come prevede un recente decreto del 2014 e che impone al proprietario la regolarizzazione pagando, se dovuti, oneri di urbanizzazione. Il proprietario e non l’inquilina avv. Maria Padulosi (per avventura anche consigliere comunale) che ha dovuto subire durante l’orario di studio “uno spiegamento di forze”, per un accertamento che avrebbe potuto essere eseguito in qualsiasi momento! Aggiungo, che durante il sopralluogo, ho dovuto far attendere in anticamera un cliente e il figlio che l’accompagnava, scusarmi e spiegare loro l’accaduto e la mia estraneità: mi avranno creduto? Resta l’amara considerazione che chi si è preso la briga di fare l’esposto e di insistere anche presso la Polizia di Stato non voleva colpire il proprietario (di cui forse non conosce nemmeno l’esistenza!) ma la ignara e incolpevole professionista consigliera, sperando di coglierla in posizione illegale. Ma si sbagliava…e di grosso. Un altro esempio della umana miseria!».