E’ arrivato in chiesa accompagnato dall’applauso di amici, conoscenti, parenti e di tantissimi cittadini accorsi oggi pomeriggio, alle 15:00, presso la parrocchia Immacolata Concezione di Tre Ponti per dargli l’estremo saluto. Decine e decine le maglie indossate in ricordo di Stefano Maurino, il 20enne pompeiano che ha perso la vita il 23 maggio scorso in località Boccia al Mauro. La sua moto si è scontrata con un’auto modello Rover. L’arrivo dei soccorsi e il trasporto in ospedale. Il giovane sembrava non aver riportato conseguenze estreme. Invece, poi, il decesso. La chiesa, da sempre frequentata dal ragazzo, era gremita di gente. Dolore e amarezza misti al calore di un sole cocente. Tutti lì per dare l’ultimo saluto, in un abbraccio ideale, al giovanissimo centauro di soli vent’anni. Toccante e commovente l’omelia di don Sebastiano Bifulco che ha visto crescere il ragazzo. «Lo conoscevamo tutti da anni, da piccolino l'ho tenuto più volte in braccio. Questa è la festa di Stefano; ha i toni dell’amarezza perché ci portiamo dentro tutti i ricordi e il distacco fa soffrire. Ma questa festa – ha aggiunto ancora il parroco – se vissuta con gli occhi della fede, assume toni diversi. Stefano è stato sempre un ragazzo di fede. E’ cresciuto in parrocchia. La parola di Dio deve consolare i nostri cuori. Stefano non è morto è alla presenza di Dio e vive ora nell’eterna felicità. Oggi Stefano vuole dire a tutti noi una cosa; vuole dirci di rinnovare la nostra fede in Gesù risorto. A voi adulti chiedo – ha concluso don Bifulco – di pregare per questi giovani, per la famiglia di Stefano, affinché il Signore dia la forza, la consolazione, la speranza». Parole toccanti quelle del sacerdote, pronunciate di fianco al feretro del ragazzo, quasi a volerlo accarezzare per l’ultima volta. «Le offerte raccolte oggi – ha fatto sapere don Bifulco – saranno devolute interamente per adottare un bambino a distanza in ricordo di Stefano». Un lungo e scrosciante applauso, unitamente ad un fragoroso rombo di moto, ha accompagnato il corteo funebre che ha sostato per alcuni minuti nella piazzetta di Tre Ponti, dinanzi al bar che il giovane era solito frequentare. Stefano vive ancora. Non è solo una speranza di fede, ma la convinzione di tutti quelli che gli hanno voluto bene nel corso della sua vita, decisamente troppo breve.