Abusi edilizi alla clinica Maria Rosaria di Pompei, Il Tar della Campania respinge la richiesta di permesso a costruire in sanatoria. Ennesima doccia fredda per la struttura sanitaria mariana, finita dal qualche mese al centro di un caso che a molti avrà ricordato quello del Cmo di Torre Annunziata: dopo il no pervenuto da palazzo De Fusco, anche il tribunale amministrativo regionale non legittimerà gli abusi edilizi compiuti in vari punti del complesso di via Colle San Bartolomeo. Una decisione che potrebbe persino mettere a rischio l'autorizzazione per lo svolgimento dell'attività sanitaria.
Malgrado la richiesta di condono sia giunta al protocollo generale del Comune di Pompei entro i termini previsti dalla legge, «l'abuso edilizio - si legge nella sentenza dei giudici amministrativi - risulta realizzato su un immobile soggetto a vincolo ambientale e non è conforme alle norme urbanistiche». Insomma, un appezzamento su cui l'istanza non può trovare alcun riscontro. Questo perché l'area in questione sarebbe sottoposta «a vincolo di inedificabilità assoluta e al cui interno è vietato qualsiasi intervento che comporti incremento dei volumi esistenti».
L'intera struttura intravede dunque il fantasma della chiusura. Gli avvocati della casa di cura pompeiana tuttavia non si arrendono e hanno anzi deciso di opporsi alla sentenza lamentando l'illegittimità del provvedimento, in quanto «il Comune non ha provveduto a verificare la natura e la consistenza delle opere in questione e a opporsi alle stesse». Lamentele che ad oggi non avrebbero ottenuto riscontro. Stando a quanto spiegato dal Tar, infatti, la richiesta di condono è inammissibile e la posizione dell'amministrazione per questo ineccepibile. Oltre al danno anche la beffa per la clinica Maria Rosaria, la quale dovrà ora versare anche 3mila euro di spese processuali all'Ente.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.