Non c’è pace per il Parco Archeologico Naturalistico di Longola. A pochi giorni dal devastante incendio che ha distrutto alcune strutture del sito, un nuovo rogo è divampato nel pomeriggio all’interno dell’area archeologica, facendo scattare nuovamente l’allarme tra cittadini e istituzioni. Le fiamme hanno interessato una porzione del parco, richiedendo l’intervento immediato dei vigili del fuoco e degli agenti della polizia municipale, impegnati nelle operazioni di contenimento e spegnimento.
Nuovo attacco al simbolo culturale del territorio
L’episodio assume una rilevanza particolare perché arriva a distanza di pochi giorni dall’incendio che aveva gravemente danneggiato l’infopoint e i laboratori utilizzati per le attività didattiche e culturali del parco. Un colpo durissimo per una realtà considerata uno dei principali presìdi culturali dell’Agro Vesuviano e della Valle del Sarno.
Secondo le prime informazioni, il nuovo incendio sarebbe stato circoscritto rapidamente grazie all’intervento dei soccorritori. In questa occasione le fiamme avrebbero interessato prevalentemente sterpaglie e vegetazione, evitando conseguenze più gravi per le strutture presenti nell’area.
La visita del prefetto e il timore di una matrice dolosa
La recrudescenza degli episodi desta particolare preoccupazione anche perché il nuovo rogo è scoppiato poche ore dopo la visita del Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, recatosi a Poggiomarino per esprimere la vicinanza dello Stato al territorio e agli operatori impegnati nella valorizzazione del sito.
Gli investigatori stanno lavorando per chiarire le cause dell’incendio e verificare se esista un collegamento con il precedente episodio. Sul primo rogo non viene esclusa l’ipotesi dolosa e le indagini proseguono attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area.
Longola, un patrimonio da difendere
Scoperto all’inizio degli anni Duemila durante i lavori per la realizzazione del depuratore del Sarno, Longola rappresenta un unicum nel panorama archeologico italiano. Il sito conserva i resti di un villaggio protostorico costruito su isolotti artificiali attraversati da canali navigabili, testimonianza straordinaria delle comunità che abitavano la valle del Sarno tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro.
Negli anni il parco è diventato un punto di riferimento per scuole, associazioni e attività culturali, attirando l’attenzione di studiosi e appassionati di archeologia. Proprio per questo i ripetuti incendi vengono percepiti come un attacco non soltanto a un bene materiale, ma all’identità culturale dell’intero territorio.
Indagini e sostegno delle istituzioni
Le operazioni di spegnimento si sono concluse senza particolari criticità, ma resta alta l’attenzione delle forze dell’ordine. Il prefetto Di Bari ha ribadito il pieno sostegno alle attività di tutela e valorizzazione del parco, sottolineando che il percorso di rilancio del sito non dovrà fermarsi nonostante gli episodi che si sono susseguiti negli ultimi giorni.
Nelle prossime ore saranno effettuati ulteriori accertamenti per determinare l’esatta origine delle fiamme e valutare eventuali danni. La comunità di Poggiomarino, intanto, guarda con apprensione all’evolversi della situazione, nella speranza che Longola possa tornare presto a essere soltanto un luogo di cultura, ricerca e memoria.
Dopo cinquant'anni di attesa e un lungo percorso di recupero, la storica struttura nel cuore del rione San Marco viene restituita alla comunità con l'inaugurazione del nuovo centro polivalente alla presenza del sindaco Luigi Vicinanza.