Arresto bis per Francesco Afeltra, 45enne pimontese, coinvolto nell’inchiesta Olimpo che, il 5 dicembre scorso, portò all’arresto di 13 persone, tra cui i capi di quattro cosche malavitose dell’area stabiese e l’imprenditore Adolfo Greco.
La mattina di San Silvestro i carabinieri del nucleo operativo stabiese, agli ordini del maggiore Donato Pontassuglia e del tenente Andrea Riccio, hanno notificato ad Afeltra una nuova ordinanza di custodia cautelare, emessa dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Il 45enne, fratello del latitante Raffaele Afeltra, ha beneficiato degli arresti domiciliari.
Francesco Afeltra era stato scarcerato la scorsa settimana dal Tribunale del Riesame di Napoli, a causa di un vizio di forma in merito alle notifiche degli atti giudiziari. La mattina del 31 dicembre, tuttavia, i giudici gli hanno confermato le accuse mosse nella precedente ordinanza, vale a dire estorsione ai danni di un imprenditore caseario di Agerola.
Intanto proseguono le indagini della Dda (l’inchiesta è stata messa in piedi dal pm dell’Antimafia Giuseppe Cimmarotta), che puntano a smascherare connivenze tra i clan D’Alessandro, Cesarano, Afeltra e Di Martino con il mondo imprenditoriale e politico di Castellammare e dei comuni dei monti Lattari. I riflettori sono puntati in particolare sulla ricostruzione dell’ex area Cirio a Castellammare. E’ in questo appalto, secondo alcuni collaboratori di giustizia, che il clan D’Alessandro avrebbe messo gli occhi, grazie al ruolo fondamentale di imprenditori e politici cittadini.
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