Luca Redinni
«Vorrei sapere chi erano i miei genitori biologici». Questa la “semplice” richiesta avanzata in queste ore da Luca Redinni, un 75enne di Pimonte, nei cui animo – da molti anni ormai – vive ancora un enorme zona d’ombra, quella legata all’identità dei suoi genitori naturali.
«Sono nato nel 1941 e portato all’Annunziata a Napoli. Poi sono stato adottato da una famiglia di Pimonte, da cui ho preso il cognome. Da allora, in particolare verso i 15 anni, ho cominciato a farmi domande sulle mie origini e su mia madre naturale».
Una vita dedicata al lavoro, quella di Redinni, che ora, pensionato, ha deciso di avviare le ricerche per risalire ai suoi genitori. «Mi sono sempre chiesto che aspetto avesse mia mamma, perché si fosse decisa a portarmi in un istituto. Mille domande e un enorme vuoto dentro da colmare. Pero’ ero molto giovane – continua – e non sapevo nemmeno da dove cominciare. Lasciai perdere, ma quei dubbi restavano sempre lì sullo sfondo».
Passano gli anni, Luca cresce. A soli 9 anni già lavora, come parcheggiatore in un garage del capoluogo partenopeo. Questo fino al quando, diventato maggiorenne, comincia a fare l’autotrasportatore. Luca si trasferisce quindi sui Lattari. Si sposa con Angela, ha 5 figli (di cui 4 sposati). Quindi, lavora come operatore ecologico al Comune di Pimonte per 32 anni, prima di godersi la pensione e i suoi nipotini. «Ho una famiglia splendida – conclude Redinni – e ne sono orgoglioso. Anche se è difficile, voglio spendere adesso il tempo della mia vita per ricostruire tutta la mia infanzia».
