C’era una mattina come tante ad attenderlo, il suono della campanella all’istituto alberghiero Raffaele Viviani e i sogni dei suoi sedici anni. E invece, su quel viale delle Puglie a Castellammare di Stabia, il destino ha spezzato per sempre il cammino di Emanuele Cannavale. Un tragico scontro in scooter di prima mattina, mentre andava a scuola, ha trasformato un giorno qualunque in un incubo senza ritorno. Ma oggi, nella Gragnano dove Emanuele viveva e coltivava il suo domani, il tempo si è improvvisamente fermato. Nella chiesa di Sant’Erasmo l’aria era densa di un’assenza che fa male, troppo pesante da accettare per una bara bianca che racchiude un'intera esistenza appena sbocciata. All’interno, stretti spalla a spalla, c’erano i suoi familiari, gli amici di sempre e i compagni di classe del Viviani. Ragazzi con gli occhi sgranati, incapaci di rassegnarsi all’idea che quel banco a scuola resterà vuoto, che quel sorriso non illuminerà più i corridoi dell'istituto alberghiero. Tra le mani stringevano ricordi, messaggi e il dolore sordo di chi si affaccia alla vita e si ritrova a fare i conti con la morte troppo presto. Fuori, sul sagrato, l'attesa si è trasformata in un abbraccio collettivo e struggente. Un tappeto di lacrime e di voci rotte dall'emozione ha accolto il feretro. E poi i cori, l'energia disperata della giovinezza che ha voluto sovrastare il silenzio della tragedia. In alto si sono librati decine di palloncini bianchi e azzurri - i colori del suo amato Napoli, la sua passione da tifoso - dipingendo il cielo di un saluto che sa di infinito. Quando la bara bianca è uscita dalla chiesa, la piazza è esplosa in un applauso lungo, commosso, interminabile. È stato il momento in cui lo striscione portato dai suoi coetanei ha parlato per tutti: “Non ci sono addii per chi resta per sempre nel cuore”. Mentre le indagini continuano a fare il loro corso per chiarire ogni dettaglio di quella drammatica mattina di mercoledì sull'asfalto stabiese, a Gragnano oggi è il giorno della commozione e a Castellammare è lutto cittadino. Resta il ritratto di un ragazzo sempre sorridente e disponibile con tutti, e la promessa silenziosa, scolpita negli occhi di chi resta, che Emanuele continuerà a vivere in ogni battito di questa comunità.
Il tecnico gialloblù presenta la sfida contro l’Hellas Verona, in programma domani sera al Romeo Menti: «Stiamo migliorando, ma possiamo crescere ancora in fase offensiva». Possibili rotazioni dopo il successo di Cremona, spazio anche ai giovani.