Svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Salvatore Abrunzo, il neonato deceduto il 28 marzo 2024, a soli quaranta giorni dalla nascita. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto la scarcerazione di Eutalia Esposito, 71 anni, ex primaria pro tempore del reparto di Ginecologia dell’ospedale San Leonardo, finita agli arresti domiciliari nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. I giudici hanno sostituito la misura cautelare degli arresti domiciliari con l’interdizione temporanea dall’esercizio della professione medica. Una decisione che modifica, dunque, il quadro delle misure cautelari nei confronti dell’ex dirigente sanitaria, senza tuttavia rappresentare un pronunciamento definitivo sulle accuse contestate. Esposito è indagata per omicidio colposo, depistaggio e falso in atto pubblico. Al centro dell’inchiesta c’è la ricostruzione delle circostanze che portarono alla morte del piccolo Salvatore e il presunto tentativo di alterare elementi e documenti utili a chiarire quanto accaduto durante e dopo il parto, avvenuto nel marzo del 2024. La decisione del Riesame è stata accolta con soddisfazione dal legale della donna, l’avvocato Guido Sciacca, che ha commentato - come riporta Metropolis - il provvedimento definendolo «una decisione che rappresenta la prima luce dopo settimane di fango». L’INCHIESTA E IL PRESUNTO DEPISTAGGIO La vicenda giudiziaria nasce dalla denuncia presentata dai genitori del piccolo. Dopo la morte del bambino, la famiglia ha chiesto di fare piena luce sulle responsabilità dell’équipe sanitaria che aveva seguito il parto. Secondo la ricostruzione investigativa della Procura, supportata da accertamenti tecnici, perizie e intercettazioni, alcuni sanitari avrebbero organizzato una riunione di reparto per concordare una versione dei fatti e sottrarsi alle eventuali responsabilità penali. Tra gli elementi più delicati dell’indagine figura il presunto intervento sul cordone ombelicale del neonato. Secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato creato artificialmente un nodo, poi fotografato per documentare una situazione che avrebbe dovuto giustificare il tragico esito della vicenda. La Procura ipotizza inoltre la successiva eliminazione di tessuti e placenta e la manipolazione della documentazione sanitaria. Accuse particolarmente gravi, che dovranno trovare conferma nel corso del procedimento giudiziario. La decisione che riguarda Eutalia Esposito rappresenta ora il primo pronunciamento del Riesame sulle misure adottate nei confronti dei sanitari coinvolti. GLI ALTRI SANITARI ATTENDONO IL RIESAME La partita giudiziaria non è ancora conclusa. La prossima settimana sono infatti previste le udienze davanti al Tribunale del Riesame di Napoli per valutare le posizioni degli altri professionisti coinvolti che hanno presentato ricorso per chiedere la revoca o l’attenuazione delle misure. Mentre la posizione dell’ex primaria registra dunque un primo cambiamento sul fronte cautelare, resta aperta la questione centrale: ricostruire con esattezza cosa accadde nelle ore del parto e nei giorni successivi alla nascita del piccolo Salvatore. Una verità che i genitori continuano a chiedere e che sarà al centro dei prossimi sviluppi giudiziari.
Il tecnico gialloblù presenta la sfida contro l’Hellas Verona, in programma domani sera al Romeo Menti: «Stiamo migliorando, ma possiamo crescere ancora in fase offensiva». Possibili rotazioni dopo il successo di Cremona, spazio anche ai giovani.