Audizione dal Gip per i funzionari comunali sotto inchiesta. Verso la revoca della misura cautelare, ma resta in piedi l’accusa di turbativa d’asta
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Sviluppi nella vicenda appalti mensa a Sant’Agnello. Si è svolto questa mattina presso il Tribunale penale di Napoli il primo interrogatorio dei due funzionari comunali indagati. Stando alle prime indiscrezioni gli avvocati difensori avrebbero chiesto la revoca della misura cautelare del divieto di dimora per i loro assistiti, nonché la conseguente reintegra nel loro posto di lavoro in attesa della fine del procedimento. Decadono per adesso le più gravi accuse di abuso d’ufficio, corruzione e frode alimentare, di cui invece sono tuttora sospettati gli altri comuni campani coinvolti nell’inchiesta. Il gip della Procura partenopea ha ascoltato i due dirigenti del Comune di Sant’Agnello membri della commissione appalti che, nel 2012, avrebbero consentito l’aggiudicazione del servizio mensa scolastica ad una determinata ditta. Più leggera, rispetto a qualche giorno fa, la loro posizione, mentre resta in piedi l’ipotesi turbativa d’asta. Questo il reato principale contestato ai due dal pm Henry John Woodcock (lo stesso reso celebre dal caso Corona anni fa, nell’inchiesta condotta dalla Procura di Potenza – ndr). Le indagini preliminari fanno il loro corso, in attesa di nuovi elementi per provare la colpevolezza o meno dei due sospettati. Intanto a Sant’Agnello ed in tutta la penisola sorrentina prosegue la macchina del fango. Si inasprisce la polemica politica fra ex sindaco ed attuale amministrazione, accentuando il tenore mediatico delle intercettazioni telefoniche ai danni di un assessore comunale che, malgrado tutto, non figura tra gli indagati. Da parte di quest’ultimo si medita l’opportunità o meno di un’azione legale nei confronti di parte della stampa locale, per la diffusione di notizie tendenziose in corso d’indagine. Il tutto mentre si spera che la posizione dei due funzionari accusati possa chiarirsi nel migliore dei modi ed in tempi brevi.