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Napoli - Il lungo addio a Domenico, ''condizioni critiche''

Da oggi solo cure palliative, la mamma è al suo fianco

tempo di lettura: 5 min
di Francesco Tedesco per Ansa
21/02/2026 09:27:19

Condizioni in "ulteriore, progressivo e rapido peggioramento". 
Il piccolo Domenico è stanco, dopo due mesi di battaglia per la vita. La prognosi infausta, su cui concordano tutti gli esperti, riecheggia nel bollettino clinico dell'ospedale Monaldi e nella composta rassegnazione di mamma Patrizia, che oggi ha concordato con i medici il passaggio alla terapia palliativa: no a un inutile accanimento terapeutico, piuttosto garantire al bimbo di due anni e mezzo, vittima di una drammatica serie di errori che hanno portato a trapiantargli un cuore inservibile, un fine vita dignitoso e privo di sofferenze. Sono forse le ore più difficili per la famiglia. Il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, non smette di rincuorare Patrizia, al telefono e di persona. Ieri sera la comunità di Nola si è stretta intorno alla donna, e idealmente a Domenico, per manifestare affetto e solidarietà. Patrizia ringrazia tutti coloro che le sono accanto, prepara i due figli più grandi al momento dell'addio, regge sulle sue spalle il peso di una vicenda costellata da una incredibile sequenza di sbagli che la procura di Napoli è impegnata a chiarire: sei per ora gli indagati, tra medici e infermieri del Monaldi, ma non si esclude a breve l'iscrizione nel registro anche di sanitari di Bolzano, dove il cuore da impiantare a Domenico fu preparato per il viaggio a Napoli. Viaggio durante il quale l'organo si danneggiò irrimediabilmente, a causa dell'uso di ghiaccio secco al posto di quello normale ma anche per l'impiego di un contenitore isotermico di vecchia generazione, privo di sensori e allarmi per la temperatura. Contenitore scelto dall'équipe in partenza da Napoli malgrado il Monaldi disponga dei moderni box tecnologici, a quanto pare perché il personale non era stato formato al loro utilizzo. L'ultimo consulto di esperti di tutta Italia ha escluso ogni chance per Domenico: il cuore individuato martedì per lui è stato impiantato a un bimbo nell'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, restituendo almeno a una famiglia il sorriso. Patrizia e il suo consulente medico legale hanno rinunciato alla richiesta di ulteriori pareri a specialisti europei. Trascorsi i giorni della lotta, è il momento di quelli del silenzio e del raccoglimento. Nella riunione di stamane - con i medici del Monaldi, il dottor Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia, e la madre del piccolo paziente, nell'ambito del percorso di pianificazione condivisa delle cure - l'azienda ospedaliera ha proposto "una serie di interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non più utili alla condizione clinica del piccolo paziente. Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico". In accordo con la famiglia e con il medico legale da essa nominato, al paziente "saranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell'ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici". Domenico non sarà separato dall'Ecmo, il macchinario per la respirazione e la circolazione extracorporea che lo ha tenuto in vita dopo il fallito trapianto del 23 dicembre, e che con un impiego così lungo gli ha gravemente danneggiato gli organi interni: farlo ora equivarrebbe a staccare deliberatamente una spina. Nessuna eutanasia e nessun accanimento, lo sfortunato bimbo di Nola dorme, forse sogna sentendo accanto a sé il calore della madre. "Non soffre assolutamente", garantisce ai cronisti il cardiologo del Monaldi Antonio Corcione, "ma i suoi parametri sono molto critici. Ovviamente siamo tutti sconvolti dal punto di vista umano, e non smettiamo di pensare a quella mamma amabilissima che veglia il suo bambino".

Anelli (Ordine medici), 'su bimbo trapiantato ora è meglio il silenzio'
"In questa fase in cui la conclusione non è purtroppo quella che speravamo, forse è meglio far scendere un pò di silenzio mediatico sulla vicenda, rispettando il dolore e l'intimità della famiglia del bambino alla quale esprimiamo il massimo della vicinanza". Così il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, in merito alla vicenda del bambino di due trapiantato con un cuore danneggiato e ricoverato all'Ospedale Monaldi di Napoli.
 
Gallo (Ass. Coscioni), legalmente possibile evitare accanimento e interrompere Ecmo
"In una vicenda così dolorosa e delicata come quella del bambino trapiantato a Napoli è fondamentale mantenere chiarezza giuridica e rispetto umano. Il percorso di Pianificazione Condivisa delle Cure avviato dai medici insieme alla famiglia rappresenta uno strumento previsto dalla Legge 219/2017 e si colloca pienamente nel quadro normativo italiano: non si tratta di eutanasia, ma di un approccio volto a evitare l'accanimento terapeutico e a garantire cure appropriate, orientate al sollievo dalla sofferenza della persona. In quest'ottica, se i medici e la famiglia decidessero di interrompere la circolazione extracorporea Ecmo, cui il bimbo è sottoposto, potrebbero legalmente farlo perché significa evitare accanimento terapeutico viste le condizioni del bambino".

Così all'ANSA l' avvocato Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, sulla vicenda del piccolo di due anni cui è stato trapiantato un cuore danneggiato. "Quando la medicina non ha più possibilità di offrire prospettive di guarigione e terapie idonee - rileva Gallo - la scelta condivisa tra équipe sanitaria e familiari, basata sulla proporzionalità delle cure e sul miglior interesse del paziente, è non solo eticamente fondata ma anche giuridicamente corretta. Proprio per questo, credo sia necessario abbassare il livello dell'esposizione mediatica sulle decisioni cliniche e sulle scelte della famiglia, che meritano rispetto e riservatezza.

Allo stesso tempo, è importante che le questioni relative al trapianto e alle eventuali responsabilità vengano chiarite con rigore nelle sedi competenti, attraverso gli accertamenti in corso" "In momenti come questo - conclude - la priorità deve restare la tutela del bambino e il sostegno alla sua famiglia, nel rispetto della legge e della deontologia medica". L'Ecmo, rileva inoltre Mario Riccio, anestesista che nel 2006 assistette Piergiorgio Welby, "è una terapia meccanica e, come le altre terapie intensive - dal respiratore ai farmaci per mantenere la pressione - può essere interrotta immediatamente oppure ridotta progressivamente".

De Luca, dalla mamma del bimbo trapiantato grande lezione di dignità
La mamma del bambino ricoverato all'spedale Monaldi di Napoli "ha dato un esempio di grande dignità". Lo ha detto l'ex presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della consueto appuntamento social del venerdì. Quanto accaduto, ha ribadito però De Luca "non deve offuscare" il fatto che l'ospedale Monaldi resta un punto di riferimento.

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