Si è tenuto nel pomeriggio, presso il Tribunale di Napoli, uno degli ultimi plenum del Csm dell'attuale consiliatura. All'ordine del giorno, la risoluzione della VI Commissione in materia di problematiche giovanili. Al termine della seduta è stata approvata all'unanimità la delibera 'Risoluzione in materia di attività degli uffici giudiziari nel settore della criminalità minorile nel Distretto di Napoli'. Un segnale importante quello di svolgere il summit nella città partenopea, la cui provincia è falcidiata ormai sempre più frequentemente dal fenomeno delle cosiddette baby gang. Dopo lo stupro dei locali delle terme a Castellammare, l'esponente regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli aveva esplicitamente dichiarato di aspettarsi misure concrete dalla riunione di oggi.
Dal canto proprio la magistratura ha fatto luce su alcuni punti chiave. Renato Balduzzi, componente non togato del Csm ed ex ministro della Salute del governo Monti ha posto l'accento sull'abbassamento dell’età imputabile in caso di criminalità minorile: "Siamo in una città in cui in alcuni territori c'è radicamento al crimine, basti pensare ai giovanissimi che entrano nel crimine organizzato. Sull'abbassamento dell'età imputabile credo bisogna stare attenti - sottolinea -, perché a mio avviso potrebbe non bastare. Ad esempio ci sono giovani che vedono il carcere addirittura come uno status. Credo che solo un'azione preventiva al crimine possa essere la soluzione".
Tra le proposte approvate, quella di rendere sistematica la possibilità di togliere la responsabilità genitoriale a famiglie in contesti criminali. In tali eventualità, verranno sollecitati interventi sulla legge per le adozioni, o sui codici penali e civili. L'intervento sulla responsabilità genitoriale si attuerà in sinergia tra le Procure, minorile e ordinaria, e tribunale civile. "Spesso si sentono critiche come se fosse una sorta di deportazione di massa dalle famiglie. Non è di questo che parliamo", ha detto in merito alla decisione il procuratore generale di Napoli Luigi Riello, intervenendo in apertura del plenum. "Parliamo di casi estremi - ha continuato - che sappiamo essere accaduti, come quando si è entrati nelle case e si sono trovati bambini di 7, 8 o 9 anni intenti non a fare i compiti, ma a confezionare droga. Lì si deve intervenire e l'allontanamento dal nucleo familiare non è una rappresaglia o una sanzione accessoria, ma l'uscita di sicurezza per il minorenne che altrimenti è destinato, quasi per legge dinastica, a perpetuare lo stile di vita dei genitori".
Il vice presidente del Csm Giovanni Legnini ha chiosato poi sul summit: "Con queste proposte renderemo più efficace l'azione di prevenzione e di repressione della devianza e criminalità minorile". Con questa risoluzione, infatti, il Consiglio Superiore della Magistratura intende rivolgersi a tutte le istituzioni. "Occorre uno sforzo di coordinamento, già efficacemente attivato, ma a cui necessita un'ulteriore implementazione", ha concluso Legnini.