Un'architettura criminale imponente, capace di trasformare le banche dati strategiche dello Stato in un supermarket clandestino di informazioni riservate.
È lo scenario allarmante portato alla luce dall'inchiesta della Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri, sfociata in una maxi-ordinanza cautelare di quasi 1.900 pagine firmata dal gip Giovanni Vinciguerra. Coinvolti agenti e dipendenti pubblici che 'rubavano' i dati e poi li rivendevano. Spiati anche nomi noti come il cantautore Alex Britti, l'attrice e conduttrice televisiva Lory Del Santo, l'ex portiere dell'Inter Alex Cordaz, l'allora calciatore brasiliano Julio Cesar e lo stilista d'alta moda Alberto Del Biondi.
L'operazione della Squadra Mobile della Questura partenopea, scattata questa mattina nelle province di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno, ha smantellato quella che può essere definita una vera e propria agenzia di intelligence parallela: 85 indagati totali, 29 misure cautelari eseguite. Nei confronti di dieci persone è arrivata la sospensione dall'esercizio della pubblica funzione o servizio per sei mesi. Il bilancio del blitz delinea una struttura gerarchica ben definita. Per i quattro presunti promotori è stata disposta la custodia cautelare in carcere; sei persone sono finite ai domiciliari, mentre per altre diciannove è scattato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente è stato disposto un sequestro preventivo di beni per circa 1,3 milioni di euro. Agli indagati vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata all'accesso abusivo alle banche dati, corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio.
Dietro le sbarre sono finiti Giovanni Maddaluno (sostituto commissario della Squadra Mobile di Napoli), Mattia Galavotti, Giuseppe Picariello e Giuseppe Emendato. Uno degli indagati, Giuliano Schiano, era già stato coinvolto nell'inchiesta Equalize. Nell'attuale indagine Schiano - all'epoca dei fatti appuntato della Guardia di Finanza in servizio presso la direzione investigativa antimafia di Lecce - è indagato per una singola consultazione abusiva e il gip non ha disposto misura cautelare. Un legame a doppio filo che intreccia il lavoro della Procura di Milano con quello dei magistrati partenopei dell'XI sezione (Sicurezza dei sistemi informatici).
Le indagini, condotte insieme al Centro operativo per la Sicurezza cibernetica postale, hanno svelato una sistematica compravendita di dati sensibili. Informazioni acquisite illecitamente da chi, al contrario, avrebbe dovuto proteggerle: non solo esponenti infedeli delle forze dell'ordine, ma anche funzionari corrotti dell'Agenzia delle Entrate e direttori di filiale di Poste Italiane. I numeri del presunto dossieraggio clandestino fanno emergere dimensioni impressionanti: gli investigatori hanno tracciato oltre 730 mila accessi abusivi ai sistemi informatici pubblici riconducibili solo a due degli agenti di polizia coinvolti. A muovere questa colossale macchina illecita era solo il movente economico, alimentato dalle agenzie di investigazione private e regolato da un tariffario dai costi contenuti - da 6 a 25 euro -, ma capace di generare profitti plurimilionari grazie all'enorme quantità di dati trattati. Le carte dell'indagine mostrano una vera e propria 'galassia' di utilizzatori finali, un network in cui gli operatori privati si scambiavano dati a seconda dei canali di approvvigionamento disponibili. Tra i nomi dei personaggi noti spiati compaiono anche vertici di aziende farmaceutiche, imprenditori, un componente del board di Leonardo, manager di Generali e appartenenti a famiglie nobiliari.
La squadra gialloblù affronta il Modena con determinazione: mai punti conquistati al 'Braglia', ma la motivazione e il sostegno dei tifosi spingono verso i playoff.