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Napoli - Epatite A, salgono a 53 i pazienti ricoverati al Cotugno

Ordinanze anti-diffusione in tutti i comuni. La Regione in campo, più prevenzione e vaccinazioni

tempo di lettura: 3 min
22/03/2026 09:45:55
Napoli - Epatite A, salgono a 53 i pazienti ricoverati al Cotugno

I medici invitano alla calma: “I dati sono superiori alla media, ma non si può parlare di epidemia”.

Nonostante questo, l’aumento dei casi di epatite A registrato tra Napoli e la sua provincia continua a destare attenzione e a richiamare l’importanza della prevenzione.

All’ospedale Cotugno, centro di riferimento per le malattie infettive, i ricoveri sono saliti a 53 rispetto ai 50 del giorno precedente. I sanitari sottolineano che si tratta di casi non gravi, ma ribadiscono la necessità di adottare comportamenti prudenti. Tra le principali raccomandazioni, la vaccinazione dei soggetti più vulnerabili e l’assoluta astensione dal consumo di frutti di mare crudi.

Le ordinanze di divieto nei locali pubblici si stanno diffondendo in diverse aree della Campania, da Napoli a Benevento fino ad Avellino. Intanto, il timore tra i cittadini ha avuto ripercussioni immediate sul mercato: le vendite di prodotti ittici sono in forte calo, nonostante quelli tracciati e ben cotti siano considerati sicuri.

Parallelamente, i controlli dei NAS si fanno sempre più serrati, con sequestri di mitili privi di certificazione di provenienza, già vietati ma oggi ritenuti ancora più rischiosi. Secondo gli esperti, la maggior parte dei contagi sarebbe legata al consumo di frutti di mare crudi, probabilmente durante il periodo natalizio, considerando i tempi di incubazione della malattia.

“Tutti i pazienti che ho visitato hanno riferito di averne consumati”, spiega il dottor Raffaele Di Sarno, responsabile del pronto soccorso infettivologico del Cotugno. I ricoverati hanno generalmente tra i 30 e i 40 anni e presentano forme non complicate della malattia.

Anche l’Istituto zooprofilattico di Portici è impegnato nei controlli: su 154 campioni prelevati negli allevamenti di mitili, sette sono risultati positivi, mentre nessuna irregolarità è stata riscontrata su frutta e verdura. Tra le ipotesi al vaglio, quella di un temporaneo inquinamento delle acque marine dovuto al sovraccarico degli impianti fognari durante periodi di forti piogge.

La Regione Campania ha intensificato le attività di prevenzione, rafforzando le indagini epidemiologiche, i controlli sui molluschi e il monitoraggio ambientale. È stato inoltre ampliato l’accesso gratuito al vaccino contro l’epatite A per le categorie più esposte, tra cui operatori sanitari, lavoratori della filiera alimentare, soggetti fragili e bambini, in base al rischio.

Nel frattempo, cresce il numero dei sindaci che vietano la somministrazione di frutti di mare crudi nei locali. A Sala Consilina, in provincia di Salerno, è stata adottata anche una misura preventiva nelle scuole: la frutta fresca è stata temporaneamente sostituita con purea pastorizzata confezionata, per ridurre ogni possibile rischio di contagio.

I sindaci dei comuni campani stanno emanando ordinanze relative al divieto di consumo di frutti di mare crudi. Da Castellammare a Torre del Greco, lo stesso capoluogo partenopeo, quindi i comuni della penisola sorrentina: l'ordine è arrivto chiaro, "divieto assoluto di somministrazione e consumo frutti di mare crudi".

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