In tutto sono 10 le persone indagate.
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10 persone, tra cui 5 dipendenti di Equitalia, sono stati oggetto di un'ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, applicativa della misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Sono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero imprecisato di delitti contro la pubblica amministrazione. In particolare, i reati contestati sono quelli di corruzione, abuso d'ufficio, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, oltre che reati di falso e truffa ai danni di Equitalia.
Le indagini, espletate dai carabinieri specializzati nella conduzione di attività investigative nel settore della Pubblica Amministrazione e coordinate dalla Seconda Sezione della Procura partenopea, hanno consentito di accertare l'esistenza di un gruppo delinquenziale con a capo 5 impiegati della società Equitalia, in servizio in tre differenti sedi napoletane, e 2 addetti alla vigilanza del medesimo ente, che - previo compenso economico e con l'ausilio di privati con funzione di procacciatori di "clienti" - intervenivano illecitamente sui terminali aziendali al fine di agevolare i debitori della società.
L'illecita attività consisteva nell' eliminare il gravame su veicoli sottoposti a fermi amministrativi sulla base di debiti insoluti con Equitalia al fine di consentirne la successiva ed immediata indebita alienazione da parte dei proprietari, nella cancellazione o modifica delle posizioni debitorie di titolari di cartelle esattoriali, effettuando rateizzazioni di debiti attraverso condotte fraudolente di elusione del controllo di apposite commissioni interne, nonché nell'acquisizione di visure Equitalia, estratti di atti ed altri accertamenti senza rispettare le normali procedure d'ufficio previste dalla legge.
Per le illecite prestazioni fornite dai dipendenti Equitalia è stata accertata l'esistenza di una sorta di tariffario, che prevedeva, in relazione alla complessità della richiesta formulata al dipendente infedele, una somma variabile dai 200 ai 2.000 € per la cancellazione di fermi e la modifica di situazioni debitorie, nonché dai 10 ai 50 € per le visure ed altri accertamenti richiesti agli addetti alla Vigilanza dell'ente, che a loro volta si rivolgevano ad impiegati per ottenere le relative informazioni.