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Monti Lattari - Bracconaggio, rinvenuti richiami acustici e cassaforti blindate

Operazione della forestale contro il bracconaggio.

tempo di lettura: 2 min
24/04/2016 14:06:08
Monti Lattari - Bracconaggio, rinvenuti richiami acustici e cassaforti blindate

E’ appena iniziato il “rastrellamento” antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia agli ordini del Comandante Raffaele Starace, con l’appoggio sul campo dei volontari del WWF, che ha già portato all’individuazione e allo smantellamento di diverse postazioni per il richiamo delle quaglie e al sequestro degli impianti elettronici (altoparlanti, batterie, cavi elettrici e quant’altro) allestiti nel cuore del Parco Regionale dei Monti Lattari sul Monte Faito ed Arola nel Comune di Vico Equense.

I riproduttori elettronici di versi di uccelli, piazzati nelle ore notturne, hanno il compito di attirare la fauna selvatica (in questo periodo la quaglia) che il cacciatore di frodo andrà a prelevare all’alba. Un inganno, tra i tanti, alla fauna selvatica che, ancora un volta, ci rimette penne e peli. Le postazioni dei bracconieri che oggi individuiamo – ci spiega Claudio d’Esposito Presidente del WWF Terre del Tirreno - sono al passo con i tempi: rigorosamente blindate in casseforti, apparentemente inespugnabili, chiuse da catene e catenacci, e con sofisticati impianti azionati da timer. Le robuste casseforti, nascoste nel sottosuolo della montagna, saldate ad arte e cementate nella roccia, sono allestite per evitare che il prezioso contenuto venga sottratto anche dagli stessi cacciatori rivali. Spesso, per poter sparare a caccia chiusa, i fucili vengono nascosti nella montagna dopo averne abraso la matricola, assieme alle munizioni, costituendo un ulteriore grave pericolo non solo per la fauna ma anche per la sicurezza dei cittadini e dei turisti.

La maggior parte di tali richiami viene rinvenuta spesso su soprassuoli di recente percorsi dalle fiamme. Tale circostanza, che non può apparire solo una semplice coincidenza, ci deve far riflettere sulla gravità di tali pratiche tanto anacronistiche quanto dannose, ma che purtroppo sono ancora tristemente tollerate nella mentalità di tanti compresi quelli che, ed è il recente caso del primo cittadino di Ponza, avrebbero il compito di far rispettare la legalità.

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