Francesco Schettino: tra verità processuale e verità mediatica.
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E' stato presentato ieri sera il libro scritto a quattro mani dalla giornalista Vittoria Abate e il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino , a poco più di 3 anni dall'immane sciagura che ha coinvolto il comandante metese. Un parterre d' eccezione quello di ieri sera che ha visto esperti provenienti da tutto il Mondo concordi nell'affermare l'innocenza del comandante e il fatto che sia stato vittima di un processo mediatico definito dal Legale dello stesso Schettino, l'Avvocato Calabretta , inadeguato e incapace di far venire alla luce le tante verità sommerse. Sottolineato più volte, nel corso della serata, l'accanimento della stampa nei confronti del capitano.
Nel corso della serata non sono mancati interventi "tecnici" che hanno tentato di portare alla luce le tante verità che, a dire dei relatori, la stampa ha omesso di raccontare contribuendo a divulgare l'immagine di Schettino quale unico responsabile dell'incidente. Particolarmente forte è stato l'intervento dell'ingegnere norvegese Martin, colui che, all'indomani della condanna di Schettino, in primo grado a 16 anni, lanciò la famosa invettiva :"Vergognati, Italia". L'esperto, membro dell'IMO, il comitato internazionale che si occupa della stesura dei codici internazionali e dei sistemi di sicurezza delle imbarcazioni, ha sottolineato come la negligenza non sia un reato, omettendo di considerare che, seppure reato non è, per il nostro codice penale una particolare forma di colpa è quella del professionista che commette un illecito penale nell'esercizio della sua attività. Ironia della sorte, ad accompagnare l'intervento, l'eco proveniente dal mare di una nave probabilmente intenta a compiere un altro "inchino", una manovra simile a quella in cui era intento il comandante metese prima della sciagura.
Espresse delle chiare critiche agli stessi periti che avrebbero utilizzato un linguaggio approssimativo nelle loro relazioni , soprattutto nel parlare di "manovra a baionetta", in realtà chiamata, nel codice nella navigazione, a "Z" o "zig zag" e sulla quale gli ospiti si sono espressi sottolineandone all'unanimità la perfezione e ponendo in rilievo quelle che sono state le mancanze dell'equipaggio che ha riportato 14 secondi di ritardo rispetto alle direttive impartite dalla plancia di comando. Eseguita secondo gli ordini di Schettino , tale manovra , a dire dell'ingegnere Ambrosio, perito del Comandante , sarebbe stata perfetta . Sull'idea di una "responsabilità di un'organizzazione", si è espresso anche Salvatore Proto, manager dalle origini sorrentine presso una compagnia di investigazione norvegese che ha sottolineato come la manovra con cui la nave è stata fatta piegare su se stessa sugli scogli abbia impedito che quella sera di due anni fa potesse trasformarsi in una tragedia dalla portata maggiore.
Due verità tra di loro contrastanti: quella degli esperti-di una parte degli esperti -e quella della vicenda processuale ancora non conclusa, una distanza incolmabile che sembra allontanare sempre più il sogno di offrire giustizia alle famiglie delle vittime, la più piccola delle quali era una bambina di soli cinque anni. Due volti di Schettino così lontani: quello di un uomo pronto a violare il giuramento che lo legava alla sua nave per mettersi in salvo e quella di una persona forte che, ieri sera, ha avuto il coraggio di mettersi in gioco per raccontare e "far raccontare" la "sua Verità".