La Sezione Penisola sorrentina ha inviato un esposto presso il Tribunale di Torre Annunziata "chiedendo di svolgere eventuali approfondimenti sul piano investigativo in merito all'iter autorizzativo e agli atti prodotti".
tempo di lettura: 2 min
Dopo la forte opposizione portata avanti dagli enti locali verso il progetto di riqualificazione del piccolo borgo di Marina della Lobra, interviene il WWF . Il tentativo di restyling che ormai impegna strenuamente il sindaco Leone Gargiulo da 10 anni, potrebbe giovare non poco all'economia del Comune. La sezione sorrentina del Movimento di Difesa dell'Ambiente, ha inviato negli scorsi giorni un esposto presso il Tribunale di Torre Annunziata "chiedendo di svolgere eventuali approfondimenti sul piano investigativo in merito all'iter autorizzativo e agli atti prodotti". In particolare, viene contestato il " mancato espletamento dei saggi archeologici preventivi richiesti dalla Soprintendenza per i beni Archeologici di Napoli e Pompei, la non conformità dell'intervento al PUT" e " la non compatibilità con il Piano di Stralcio per l'Erosione Costiera ". Nel suo esposto, il WWF sottolinea come di fatto sia proprio il "pubblico" a non desiderare l'opera di ristrutturazione facendo riferimento alla revoca delle concessioni per fini di pubblica utilità ad alcuni esercenti. "L'opera di ristrutturazione dell'area portuale di Marina della Lobra, oltre alle ripetute e numerose forzature, illegittimità e criticità emerse, sebbene sia definita pubblica, trova proprio nel "pubblico" i suoi oppositori: cittadini residenti e non, comitati, associazioni ambientaliste, operatori economici, mezzi di comunicazione di vario livello (giornali nazionali e locali) e perfino pubbliche amministrazioni sovra-ordinate si sono opposte e contestano questo progetto". Forti sono anche le accuse mosse all'opera di cementificazione che richiede il suddetto progetto. Scrive, infatti, il WWf rivolgendosi all'Ammiraglio, il Demanio e l'Autorità portuale: "E' bene ricordare che si parla di "ristrutturazione" dell'area portuale ma, concretamente, il progetto prevede una colata di cemento che non risparmierà le spiagge superstiti e un limoneto di 3000 mq. per realizzare un mega parcheggio interrato con ennesimo consumo di suolo, il tutto in un'area sottoposta a numerosi vincoli paesaggistici, archeologici ed idrogeologici".
Ci si trova dinanzi all'ennesima sfida posta da un mondo in continua evoluzione, in cui l'esigenza primigenia è quella di conciliare le esigenze di urbanizzazione con quelle ambientali. Due interessi parimenti degni di tutela e che richiedono necessariamente un attento bilanciamento per preservare una zona di interesse paesaggistico e permettere la crescita di una cittadina che ospita centinaia di turisti ogni anno.
