E’ indubbio che il Papa abbia fatto della tutela dell’ambiente uno dei cardini del suo pontificato proponendo una forma di “ecologia integrale” che muova proprio dai gesti quotidiani, eppure, pare che la Curia di Massa Lubrense, in un terreno boschivo, caratterizzato dalla presenza di numerosi vincoli idrogeologico, a Termini non voglia far proprio tale monito, come denunciato nella giornata di ieri, dal WWF.
Il proprietario, l'Istituto Diocesano Sostentamento del Clero, dimentico di quella che è la rilevanza dal punto di vista ambientale di un simile appezzamento che vanta la presenza di maestosi alberi , risalenti a circa 10.000 anni fa, ha proceduto ad un taglio radicale dei grandi tronchi, per ricavarne legna da vendere, peraltro, anche pregiata, considerando la tipologia di albero .Laddove, prima, sorgeva un rigoglioso bosco, dove fusti dritti e rigogliose chiome la facevano da padrona, ora una serie di moncherini si affiancano l’uno all’altro.
A quanto risulta dalla denuncia emessa dal WWF, a guidare il taglio sarebbe stato un impiegato comunale, famoso per avere guidato la distruzione della zona della Baia di Crapolla. Resta la rabbia per la distruzione di una delle poche zone ospitanti ancora l’esemplare di Quercus pubescens, sopravvissuta agli incendi, ma non all’irrazionalità dell’uomo e alla sua mancanza di senso civile. Immediato l’intervento del Corpo Forestale di Castellammare che ha svolto gli accertamenti di rito.