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Cronaca

Massa Lubrense - Arpac dice no alla balneazione a Punta Montalto


Superati i valori limite di indicatori di contaminazione fecale nell'area marina a ridosso di Punta Campanella

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Più di duecento i campioni di acqua di mare che Arpac ha prelevato nel corso del mese di luglio e quasi 1.500 da inizio aprile, da quando cioè è partita la campagna di monitoraggio delle acque di balneazione campane. Gli esiti analitici dei parametri microbiologici indicatori di contaminazione fecale (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali) hanno mostrato finora, in questo mese, superamenti dei valori limite di legge in soli sette campioni di mare.

Purtroppo tra i comuni  con divieti temporanei di balneazione è finita anche la pluripremiata cittadina "bandiera blu" di Massa Lubrense con le acque di Punta Montalto, a ridosso dell'Area Marina di Punta Campanella.
Oltre al prelievo previsto da calendario di Arpac,  i tecnici  hanno ritenuto di dover prelevare un campione aggiuntivo in quell'area a causa della  presenza di rifiuti vegetali misti a schiume rade che hanno allertato la loro attenzione. Proprio in questo campione è stata rilevata una presenza di enterococchi intestinali oltre i limiti. 

Trattandosi di un'area caratterizzata da un tratto di costa rocciosa con assenza di case, di corsi d'acqua e di spiagge,  potenziali fonti di contaminazione fecale,  l'ipotesi più accreditata è che si tratti di un inquinamento occasionale dovuto all'affluenza di imbarcazioni da diporto che,  nel weekend hanno affollato la baia di Nerano e il campo boe gestito dalla Area marina protetta di Punta Campanella, e presumibilmente scaricato acque reflue in mare.




Nel corso del mese di luglio l'Arpac completerà il calendario dei prelievi routinari lungo tutto il litorale campano e effettuerà prelievi supplementari nelle acque risultate inquinate, per verificare che i valori di concentrazione di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali siano rientrati nei limiti e permettere conseguentemente ai sindaci,  dei comuni interessati dal divieto di balneazione, di revocarlo in tempo record.

La carica batterica nell'ambiente marino subisce infatti un decadimento naturale dovuto a diversi fattori come la diluizione man mano che ci si allontana dalla fonte di contaminazione, l'abbattimento dovuto ai raggi ultravioletti del sole, la disidratazione osmotica dovuta all'ambiente salino del mare e la differente temperatura dell'ambiente rispetto a quella di provenienza (organismi a sangue caldo). La sopravvivenza microbica nelle acque di mare è comunque limitata a pochi giorni: massimo tre giorni per Escherichia coli e cinque giorni per gli enterococchi intestinali. Questo spiega perché, quando cessa la causa dell'inquinamento, i divieti di balneazione restano spesso circoscritti nello spazio e nel tempo e spesso non sia necessario estenderli a tratti di costa limitrofi.

Gli altri comuni interessati dai divieti sono Monte di Procida (Marina di Vita Fumo),  Pozzuoli (La Pietra e Area Industriale), Vietri sul mare (Marina di Vietri Secondo Tratto),  Pontecagnano Faiano (Sud Picentino) e Salerno (Est Fiume Irno).


mercoledì 17 luglio 2019 - 19:57 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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