L’approssimarsi delle prime piogge autunnali ha riportato nuovamente al centro dell’attenzione l’annoso problema del dissesto idrogeologico dei comuni situati ai piedi dei monti Lattari. Oltre al rischio frane, indotto dall’eccessiva piovosità e dalla piaga diffusa dell’abusivismo edilizio, una delle priorità sul fronte sicurezza è rappresentata dalla messa in sicurezza e dal completamento degli impianti e dei collettori fognari, funzionali a garantire il giusto trattamento e riciclo delle acque piovane. Nel merito della questione, dopo i quattro milioni di euro stanziati in estate dal Ministero delle Politiche agricole per il riassetto e la pulizia dei declivi del Monte Pendolo e la ripresa a breve dei lavori per il completamento della vasca di contenimento in località Sigliano, restano ancora da completare le tratte fognarie che interessano i comuni dei Lattari. Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale Alfonso Longobardi dopo l’incontro svoltosi con i vertici dell’Ente d’Ambito Ato 3 mercoledì scorso. “Con il commissario dell’Ato (prof. Vincenzo Belgiorno ndr) – ha dichiarato Longobardi – abbiamo affrontato i problemi legati al completamento delle opere di urbanizzazione primaria dei comune dei Monti Lattari. Un’ipotesi è quella di indire una Conferenza dei Servizi, da tenere a breve termine, con tutti i soggetti istituzionali interessati, in maniera tale da poter definire le procedure amministrative e le verifiche tecniche per la messa in servizio dei tratti fognari ancora mancanti. Stiamo compiendo importanti passi in avanti – prosegue il consigliere – per consentire ai Comuni dei Monti Lattari di avere reti fognarie a norma e garantire la salute pubblica e l’urbanizzazione primaria da anni carente, allo scopo di valorizzare le peculiarità territoriali, eno-gastronomiche e naturalistiche da anni mortificate”.