Rendere più accessibili i siti archeologici, riqualificare le aree degradate, sponsorizzare le bellezze del territorio. Sono questi gli obiettivi del Grande Progetto Pompei che partirà ufficialmente nei prossimi mesi e che rivoluzionerà diversi Comuni del comprensorio vesuviano. Pompei, Castellammare, Torre Annunziata, Boscoreale sono solo alcuni dei centri interessati da questi grandi investimenti. Il via libera è arrivato nella giornata di ieri quando è stato approvato il piano strategico per lo sviluppo del territorio. In totale arriveranno in Campania circa 1 miliardo e 800 milioni di euro che serviranno per riqualificare l'intera zona alle pendici del Vesuvio. Un progetto incredibile e che potrebbe segnare il rilancio di città come Pompei, Castellammare e Torre che a lungo hanno sofferto la crisi. Gli interventi riguarderanno l'eliminazione delle zone degradate nei pressi degli scavi archelogici oltre che la creazione di nuove strade per renderli accessibili a tutti. Saranno abbattuti anche alcune costruzioni, come aree dismesse, per riconventirle in nuovi locali e negozi. Soddisfatto è sicuramente Mario Casillo, consigliere regionale, che ha lavorato alla definizione del piano nei mesi scorsi: «Sono già disponibili ulteriori 10 milioni di euro per finanziare la realizzazione dei progetti esecutivi e gli studi di fattibilità per gli interventi di maggiore portata come, ad esempio, quello per la linea ferroviaria o il tratto di costa. Ma a breve potranno partire già i primi cantieri primo fra tutti quello che riguarderà la pedonalizzazione e la creazione di nuovi parcheggi nella zona che va dalla stazione della Circumvesuviana di Pompei Santuario a Piazza Bartolo Longo, un intervento da 60 milioni di euro. Per l’Hub ferroviario invece, c’è un proposta del Comune di Pompei che cambia completamente il volto di via Plinio e che è al vaglio delle Ferrovie dello Stato». «Insomma, una serie di interventi nell’immediato per far dare prova evidente che questo grande progetto diventerà realtà e potrà favorire lo sviluppo economico e migliorare la qualità della vita della buffer zone» conclude Casillo.