Lo ha disposto il commissario straordinario dell’Asl Na 3 sud. Dalle 20 alle 8 del giorno dopo chiuso il reparto di primo soccorso.
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Il primo soccorso dell’ospedale Santa Maria di Casascola non sarà più aperto durante la notte. A partire da oggi, il commissario straordinario dell’Asl Na 3 sud ha disposto la chiusura (dalle 20 alle 8) del servizio di primo intervento nella struttura ospedaliera di via Marianna Spagnuolo. Una decisione che sarebbe motivata con la necessità di “razionalizzare i carichi di lavoro nelle ore notturne nei presidi dell’area stabiese” ma che, inevitabilmente, rischia di creare nuove polemiche. I cittadini residenti nei comuni dei Lattari sono infatti sul piede di guerra e minacciano clamorose iniziative di protesta. “Il pronto soccorso non si tocca – afferma Terenzio Morgone, responsabile dell’associazione per consumatori Dimensione Civica – Non siamo disposti ad accettare alcuna riduzione di orario e, già a partire dalla prossima settimana, avvieremo una raccolta di firme per dire no al ridimensionamento dell’ospedale. A Gragnano, così come a Casola, Lettere e negli altri comuni del comprensorio, ci sono molte persone impossibilitate a recarsi autonomamente all’ospedale San Leonardo di Castellammare: per questo motivo la chiusura notturna del primo soccorso gragnanese è una vera e propria tragedia”. Sulla vicenda è intervenuto anche il direttivo del Partito Democratico. “Il presidio ospedaliero gragnanese negli ultimi anni ha già dato tanto per il risanamento della sanità locale – afferma Carmine Iovino, ex assessore e dirigente del partito – soprattutto con tagli di posti letto e reparti. Il declassamento del nostro primo soccorso segna una grossa sconfitta per la comunità e trascinerebbe in una crisi profonda tutta la sanità dei Lattari”. La disposizione dell’Asl Na 3 sud stabilisce che il personale medico continuerà comunque ad osservare la turnazione h24, per assicurare risposta alle emergenza nelle ore notturne. Ma il medico e i tre infermieri di turno svolgeranno il proprio lavoro presso i reparti di degenza dell’ospedale e, quindi, non più al primo soccorso. E non si è fatta attendere la replica da parte dei vertici aziendali. “Per l’utenza cambierà ben poco – affermano – considerato che all’ospedale Santa Maria di Casascola sarà garantito comunque un presidio medico h24. E’ stata in sostanza una scelta dettata dall’esigenza di razionalizzare il lavoro nelle ore notturne. Ma, di fatto, per i cittadini cambierà ben poco”. I dirigenti sanitari rispediscono al mittente anche ogni accusa relativa all’intenzione di ridimensionare la struttura gragnanese. “L’ospedale di via Marianna Spagnuolo è un fiore all’occhiello dell’Asl Na 3 sud – continuano – con il reparto di Epatologia che rappresenta tutt’oggi un’eccellenza sanitaria a livello regionale. A tal proposito, il 5 dicembre si svolgerà proprio a Gragnano un convegno nazionale sulle malattie del fegato. Possiamo dunque rassicurare i cittadini riguardo il futuro di una struttura molto importante per il territorio”. I sindacati chiedono invece di fare chiarezza. “La chiusura notturna del primo soccorso è un’azione incomprensibile – afferma Michele Costagliola, rappresentante del Nursing Up – che, di fatto, determinerà un grave disservizio per i residenti di tutti i comuni dei Lattari. E’ inconcepibile – continua – che dopo aver atteso tantissimi anni l’apertura, aver stanziato e speso fondi per la costruzione dell’ospedale, oggi si parla di depotenziamento. Queste manovre vanno ad esclusivo discapito della salute. Errori e cattiva gestione della sanità – conclude – non possono essere addebitati ai cittadini di questo comprensorio”.