Continuano senza sosta le indagini dopo la morte di Matteo Dello Ioio, 41 anni di Gragnano. I carabinieri della stazione di Gragnano, coordinati dalla Compagnia di Castellammare di Stabia, stanno setacciando la vita dell'uomo per ricostruire il movente di un omicidio che ricorda per le modalità i raid di camorra. Ma Dello Ioio era incensurato, percepiva il reddito di cittadinanza ed aveva una grande passione: la montagna. Conosceva alla perfezione la zona di Aurano dove viveva, amava andare a caccia e più di una volta usciva nel verde dei Lattari. Una zona che da anni si è trasformata nella Jamaica d'Italia per le numerose piantagioni posizionate soprattutto dai Di Martino. L'ipotesi sulla quale lavorano gli inquirenti riguarda proprio il mondo dei narcos. Ascoltando le persone vicine al 41enne e scansionando il suo cellulare si sta cercando di individuare un contatto, una conversazione che possa fare luce sul delitto. Non si esclude comunque nessuna ipotesi ma l'idea è che Dello Ioio si sia ritrovato coinvolto negli affari della criminalità di Gragnano tanto da essere vittima di un agguato. Il 41enne quindi è stato ucciso per uno sgarro o per lanciare un segnale? Domanda al momento senza risposta.
L'omicidio, infatti, ricorda i delitti di camorra della zona dei Monti Lattari. L'uomo è stato raggiunto dai sicari mentre stava ritornando nella sua abitazione nella tarda di serata di giovedì quando si è ritrovato sotto una pioggia di colpi. I killer hanno scaricato due fucili carichi a pallettoni e per Dello Ioio fin da subito non c'è stato nulla da fare.
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