E' partita la stagione degli abbattimenti a Gragnano e non si placano le polemiche. Dopo mesi di silenzi e di commenti filtrati, il sindaco Paolo Cimmino ha deciso di prendere posizione schierandosi al fianco dei suoi concittadini ed attaccando il Governo nazionale. Per quanto riguarda le demolizioni, infatti, il sindaco ha pochissimo potere e non può bloccare l'iter di abbattimento per le case che sono state definite fuorilegge da parte dello Stato. Cimmino, comunque, ci prova ed ha attaccato le decisioni del neo Governo nazionale reo, a suo dire, di aver permesso tutto ciò a Gragnano senza garantire ai cittadini che perdono la casa un incentivo per poter ricostruire o una nuova abitazione nella quale soggiornare. Un discorso che è piaciuto alle opposizioni che da mesi chiedono al primo cittadino di prendere posizione e schierarsi o dalla parte dei cittadini o dalla parte del Governo. Per questo motivo, per dare un forte segnale anche alla Regione, la minoranza ha proposto le dimissioni di massa in contemporanea del sindaco, consiglieri comunali e anche assessori. Dimissioni da consegnare insieme in Prefettura dove dovrebbe essere consegnata anche la fascia tricolore, simbolo del primo cittadino, per dimostrare la propria indignazione per quello che sta accadendo a Gragnano. Intanto, mentre si discute del futuro, le ruspe sono in azione e nelle prossime settimane potrebbero colpire ancora. E all'orizzonte si apre anche la possibilità degli abbattimenti a Castellammare di Stabia.
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