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Torna l’incubo abbattimenti nella città dei Lattari. Dopo un periodo di calma apparente, si rimettono in moto le ruspe per demolire diverse costruzioni abusive, raggiunte da sentenze passate in giudicato. Sono quattro, in particolare, gli edifici che andranno giù, per i quali il Comune ha già trovato i fondi da destinare all’abbattimento. Le demolizioni partiranno dal prossimo mese di giugno, interessando per primo un immobile, edificato in zona rossa e senza alcuna autorizzazione, situato sulla strada provinciale 366 agerolina.
Ma non è tutto. Subito dopo, in rapida sequenza, saranno abbattute anche altre tre abitazioni, rispettivamente situate in via Spinola e in via Petrarca e, ancora una volta, lungo la provinciale agerolina. Si preannuncia dunque un’estate calda, dal punto di vista degli abbattimenti, nei territori dei monti Lattari. Del resto, proprio Gragnano è incastrata nell’approvazione definitiva del Piano Urbanistico comunale che, dopo il via libera del consiglio comunale, è ancora nelle mani della Città Metropolitana. Anche se per le quattro abitazioni finite nel mirino della magistratura non ci sarà nulla da fare. Resta difficile la situazione anche a Sant’Antonio Abate, dove l’argomento abusivismo edilizio sarà uno dei temi principali della campagna elettorale per le amministrative cominciata ieri. Anche nella città abatese sono diverse le abitazioni destinate ad essere demolite, dopo le sentenze passate in giudicato da parte delle Procure.
Stesso discorso vale per Casola di Napoli e Santa Maria la Carità, altri due comuni che andranno al voto il prossimo 26 maggio e interessati al fenomeno del mattone selvaggio. Sono pronti a protestare di nuovo i comitati antiruspe sorti sul territorio. Nonostante l’attesa di una nuova normativa da parte della politica centrale (promessa da anni, ma mai realizzata) i leader dei comitati sono pronti a far sentire di nuovo la propria voce, senza tralasciare l’ipotesi di clamorose iniziative di protesta, proprio a corredo delle prossime elezioni comunali.
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