Assurde le critiche di chi ha attaccato il Parma e il portiere stabiese difendendo Higuain dopo l'infuocato post-partita contro il Napoli
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Antonio Mirante vola (Foto Google)
La Castellammare calcistica si spacca in due. Motivo del contendere il diverbio tra Antonio Mirante e Gonzalo Higuain al termine del match pareggiato epicamente al Tardini dal Parma contro un Napoli che ha evidenziato una volta di più i limiti tattici del tecnico Benitez. Da un lato vi è chi esalta il portiere stabiese e i ducali per aver onorato l'impegno come da etica sportiva a dispetto della retrocessione anticipata e delle abnormi problematiche societarie, dall'altro chi invece difende l'atteggiamento del "Pipita" e degli altri azzurri che, stando alle dichiarazioni dei protagonisti in campo, avrebbero a più riprese etichettato gli emiliani con termini quali "falliti" e "retrocessi" sfogando così la propria rabbia per l'ennesima occasione persa di riacciuffare quella zona Champions rimasta comunque a portata di mano grazie alla doppietta di Hernanes contro la Lazio nel posticipo. "Ho semplicemente dato uno schiaffetto a Higuain - ha spiegato Mirante ai microfoni di Sky -, poi lui è improvvisamente impazzito. Il mio era un semplice cenno di saluto che spesso noi calciatori ci scambiamo al termine delle partite". Donadoni, che del Napoli è stato anche allenatore prima dell'avvento di Mazzarri, ha sottolineato che i partenopei pretendevano evidentemente i 3 punti per rincorrere i propri obiettivi. "Ci hanno chiesto di perdere perché già in serie B - ha sottolineato il trainer ducale a Mediaset Premium -, un atteggiamento vergognoso da parte della società del presidente De Laurentiis". Al termine della gara, secondo indiscrezioni, sarebbero poi arrivati i chiarimenti con Higuain che avrebbe contattato Mirante per porgergli le scuse e Bigon che si sarebbe sentito con lo stesso Donadoni. Resta comunque l'amarezza per i tanti che hanno condannato l'esultanza del nostro Antonio Mirante sotto la curva dei propri sostenitori: per i calciatori del Parma battere la Juventus e pareggiare con Roma e Napoli vale tantissimo sotto il profilo dell'orgoglio alla luce delle difficoltà con cui si sono confrontati quest'anno, onore dunque a loro per aver dato vita ad una battaglia vera contrariamente alla tradizione delle partitelle di fine anno che alterano classifiche ed offrono spettacoli troppe volte indegni. E ben figurare contro le prime della classe rappresenta anche una vetrina importante in vista dell'ormai imminente mercato estivo, basti pensare ai tantissimi errori dei portieri, non solo del Napoli, che quest'anno si son registrati in serie A. Eppure, ironia della sorte, lo stabiese Antonio è ultimo in classifica, mentre i vari Rafael, Andujar, Neto e Padelli rincorrono traguardi europei. Spazio dunque a dieci, cento, mille Mirante che onorano il calcio autentico insieme ad un Parma che non muore mai. Perché lo sport vero è quello della foga agonistica, non dei doni di fine anno che vengono richiesti o denunciati a seconda della convenienza o meno del momento. Il calcio è ben altra cosa, l'Italia deve ripartire anche dal comprendere ciò. Con la speranza che Mirante e il Parma possano ripartire nel nome del "Post fata resurgo" proprio di quel gialloblù stabiese che Antonio porta nel cuore.