Degrado e disservizi al centro di salute mentale: da palazzo Farnese arrivano le accuse degli amministratori comunale e l’appello al manager Gennaro D’Auria affinché intervenga contro i disagi degli ammalati. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sollevate dagli operatori e dagli ammalati, stavolta a scendere in campo per protestare sono i consiglieri comunali di Castellammare e dell’area dei monti Lattari. Al centro della contestazione ancora una volta è il reparto di salute mentale dell’ospedale di Gragnano, l’unica struttura di psichiatria al servizio dell’intera azienda sanitaria. «Mi sembra inconcepibile a tutt’oggi che i ricoverati già in grave stato psichico - spiega Michele Costagliola, consigliere comunale della Margherita stabiese - si trovino in una struttura non dotata di alcuno strumento sia dal punto di vista riabilitativo che per l’intrattenimento. Pazienti che già soffrono grandi pene, sono costretti ad andare avanti e indietro nei corridoi come dei reclusi, senza che gli operatori possano avere la possibilità di aiutarli. Tranne il semplice dialogo, la sensibilità e la grande professionalità degli operatori durante i turni di servizio, questa struttura non è dotata di alcun mezzo di assistenza». Un appello a riqualificare il settore indirizzato attraverso un documento al direttore generale Gennaro D’Auria, in cui si chiedono anche provvedimenti affinché venga chiarito il quadro dirigenziale locale. «Dopo un anno di vuoto assoluto - aggiunge Costagliola - in seguito all’intervento di D’Auria finalmente l’Asl Napoli 5 ha ottenuto un servizio di psichiatria, ma sul territorio sembra che nessuno si interessi ai tantissimi problemi da risolvere». Una dura posizione condivisa anche dagli amministratori della città della pasta. «La psichiatria è un settore delicato - sottolinea Enrico Sabatino, assessore della giunta gragnanese di Michele Serrapica - ma la lista dei disagi è lunga, ci sono problematiche su cui non possiamo soprassedere, occorre che il direttore D’Auria intervenga per definire tutte le responsabilità di chi opera e gestisce la sanità su questo territorio». Intanto, raggiunti telefonicamente, i medici dell’ospedale Santa Maria di Casa Scola preferiscono non rilasciare dichiarazioni, pur non nascondendo che, anche nel reparto, non è chiaro chi sia il dirigente del settore.