La viabilità a Castellammare di Stabia, si sa, è complicata. Se poi si chiude una strada, allora le cose si complicano notevolmente. Soprattutto se lo si fa il sabato sera. E ieri, per la seconda giornata della “ztl del mare” (la prima in realtà, perché venerdì sera Corso Garibaldi è rimasto aperto nonostante l’ordine dato alla Municipale di chiudere la strada dalle 20:30 alle 1:30), il centro cittadino è rimasto completamente paralizzato dalle auto in coda. In via Rajola, come accaduto anche in passato, le moto hanno preso a sfrecciare sui marciapiedi per evitare il traffico, con enorme pericolo per i pedoni.
L’ex assessore Gianpaolo Scafarto, che aveva elaborato – insieme ad esperti ben pagati – un piano di mobilità generale, lo aveva detto più volte: bisogna costringere i cittadini a lasciare l’auto a casa, non farli arrivare in centro. Ed invece, questa soluzione non è piaciuta ai commercianti, non è piaciuta a qualche associazione. Ed allora, per accontentare pochi, si è creato il caos per molti.
Come detto, chiudendo un tratto di Corso Garibaldi, ieri sera – ma come accaduto anche in altre circostanze del genere – le strade della città sono collassate. Corso de Gasperi, via Rajola, via Roma, piazza Principe Umberto, Via Bonito, via Brin … tutte in balia delle auto in coda. Un caos.
«Per camminare a piedi c’è la villa. E’ inutile chiudere una strada e paralizzare il resto della città» commenta un cittadino stabiese. A questo punto bisogna chiedersi se sia il caso di proseguire con questa soluzione che, di buono, ha solo consentito di dare più spazio all’aperto alle attività ristorative. Avere un centro cittadino libero dalle auto sarebbe bello, ma bisogna mettere in piedi tutti i necessari accorgimenti per evitare che la città diventi un serpentone di auto strombazzanti.
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