Cronaca
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Castellammare - Vivibilità lasciata al suo triste destino

Un triste scenario di abbandono e opportunità perse. "È una città dove l'ordinario diventa straordinario".

tempo di lettura: 5 min
di Annarita Ferraiuolo
04/08/2023 20:15:22
Castellammare - Vivibilità lasciata al suo triste destino

Una città maltrattata, un triste scenario e il futuro che viene sempre meno. Rifiuti abbandonati ovunque, marciapiedi sporchi, strade caotiche, conferimento della raccolta differenziata non rispettato, pochi controlli. Insomma, un concentrato di indifferenza, inciviltà, illegalità. Il caos regna sovrano: i marciapiedi e le strade sono impercorribili. "La città in questi quasi 18 mesi non ha fatto passi in avanti. Sporca era e sporca è. Regna l'incuria. È una città non governata dove l'ordinario diventa straordinario - afferma Tonino Scala di Sinistra Italiana - Ormai i cumuli di immondizia fan parte del paesaggio, sono parte integrante della città. Resta il nodo igiene urbana. Non funzionava il servizio ante commissario e non funziona ora. Eppure è il contratto più importante per la città in termini economici. Possibile che non ci sia un controllo? Possibile lasciare al proprio triste destino la vivibilità ordinaria dei cittadini?", si domanda. E’ sempre più forte il dissenso da parte dei cittadini stabiesi che vedono smarrire la possibilità di una realtà urbana più curata e vivibile. "Governare una città come la nostra non è una cosa semplice lo so, ma avere un rapporto serio con chi ha un appalto milionario sia il minimo. Non comprendo perché non si faceva e non si fa rispettare il contratto. Non comprendo perché non si applicavano e non si applicano le penali previste. Chi gestisce la cosa pubblica ha il diritto dovere di farlo come un buon padrone di casa invece... Per non parlare di tutte le altre cose. Insomma siamo allo sbando da troppi anni e Castellammare non merita questo", esclama amareggiato l'ex consigliere comunale. Occorre un ripristino di condizioni minime di vivibilità della nostra tanta martoriata città.
 
"Perché ci ritroviamo da anni a combattere sempre contro gli stessi problemi come strade e marciapiedi sporchi e traffico? Semplice, perché nessuno ha mai ricercato una soluzione strutturale e globale al problema. Ci si è sempre adoperati per offrire una risposta di comodo che ha sempre e solo effetti momentanei", dichiara il Dr Antonio Coppola che i rumors in città vogliono come possibile candidato sindaco. Le problematiche che attanagliano Castellammare sono collegate. “La sporcizia di marciapiedi e strade, non può essere vista come slegate dal sistema di raccolta differenziata. La questione è unica e va organizzata in modo unitario – sottolinea – Raccolta e spazzamento sono servizi che devono viaggiare insieme e devono essere ripensati completamente. I tempi sono cambiati e molte cose intorno a noi sono diventate obsolete e non più efficienti. La tecnologia, oggi, ci concede mezzi e soluzioni che prima non avevamo e non possiamo non considerarlo. Faccio un esempio pratico estremamente semplice. Sapete che oggi in città europee e occidentali si utilizza il sistema dei cassonetti intelligenti? Per evitare cestini che trasbordano di rifiuti, ci sono i cestini dove una pressa interna compatta i rifiuti ottimizzando lo spazio di stoccaggio e, quando il cassonetto sta per raggiungere il limite, un segnale avverte il comune che manda una squadra a svuotare il cassonetto e pulire la strada circostante”, spiega. Ma rifiuti e incuria sono solo due esempi delle numerose problematiche che affliggono la città delle acque. Riguardo al problema dei venditori abusivi in villa e dei parcheggiatori irregolari, il Dr Coppola commenta “Anche qui il problema non può che essere visto in senso unitario e affrontato in maniera diversa dal passato. L’illegalità va combattuta sempre e comunque, e non può essere giustificata. Però anche l’amministrazione deve prendersi le sue responsabilità e dire chiaramente che l’organizzazione della città, rimasta ferma a 30 anni fa, è anch’essa obsoleta e incapace di rispondere alle esigenze di una popolazione in aumento (incluso turisti) e di un carico di vetture e motocicli in costante crescita. Questa disorganizzazione diffusa crea terreno fertile per fenomeni di illegalità diffusa. Ad oggi, qualcuno di voi ha capito qual è l’utilizzo della villa comunale e della passeggiata lungomare? A parte un restyling urbanistico qui e uno lì, su quest’area non è mai stato realizzato nulla che fosse in sintonia con le esigenze delle città e delle strategie di sviluppo. Per non parlare dei parcheggi. Dove sono? Quale soluzione è stata proposta? La verità è che se vogliamo mettere la parola fine a problemi storici della città, dobbiamo cominciare a capire cosa vogliamo fare di Castellammare. Dobbiamo avere una visione strategica che passa anche dal tipo di città che si vuole ridisegnare – rivela – Per la sua posizione geografica, per il complesso sistema di trasporto pubblico che può offrire, abbiamo un porto per i traghetti, la ferrovia dello Stato, la Circum, l’autostrada a un passo, Castellammare deve essere un centro di eccellenza che si raccorda da una parte con Napoli, dall’altra con Pompei-Sorrento. Se ragioniamo in questi termini, allora capiamo che non c’è più spazio per soluzioni di bottega, come avvenuto fino ad oggi, ma è il tempo delle strategie ad ampio respiro. Certo, applicarle richiede coraggio perché il cambiamento spaventa soprattutto chi ha paura di perdere ciò che ha. Ma alla fine, la progettazione strategica porta benefici a tutti: cittadini, imprenditori, professionisti. Vorrei, infine, aggiungere un’altra causa che poi è anche l’effetto dell’esistenza decennale di questi problemi: la cattiva educazione che deriva dal lassismo con cui siamo ormai abituati a convivere. Quella filosofia per cui si preferisce non intervenire per quieto vivere o perché ‘è sempre stato così’.” Questo modo di ragionare genera visioni distorte nella società, in maniera particolare nei giovani. “Visioni che portano a un peggioramento culturale. E questo può essere combattuto solo educando le nuove generazioni al rispetto delle regole. Bisogna ripartire dalle scuole, dalle associazioni, dalle parrocchie, dal sostegno sociale a chi ne necessita. Dobbiamo formale le nuove generazioni utilizzando la cultura del rispetto e della legalità: due capisaldi imprescindibili per la società del presente del futuro. E, mi auguro, per l’amministrazione comunale che ci guiderà negli anni avvenire”, conclude.

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