Cronaca
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Castellammare - Villa sommersa dalla melma, il day after. Scarichi intasati e un rivo ostruito mandano in tilt la città

Il telaio di uno scooter trovato nei pressi degli sbocchi fognari. La difficoltà nel garantire la manutenzione dei rivi sta mettendo in ginocchio un'intera città. Di Martino: «Ci sono ritardi da parte di quei carrozzoni pubblici e privati che sono Arcadis e Gori».

tempo di lettura: 2 min
di Mauro De Riso
21/03/2018 11:52:38
Castellammare - Villa sommersa dalla melma, il day after. Scarichi intasati e un rivo ostruito mandano in tilt la città

Un rivolo ostruito. Gli scarichi dei condotti fognari intasati da sabbia, detriti e persino dal telaio di uno scooter. Castellammare è stata invasa dai liquami proprio nel suo cuore pulsante, nel luogo simbolo della sua bellezza. La villa comunale. Restituita agli stabiesi con acclamazione popolare e umiliata in una giornata di pioggia a cavallo tra l'inverno e la primavera. Già, la primavera. Una stagione che dovrebbe rappresentare il simbolo della rinascita. E invece le sue prime immagini sono quelle di una città che affonda nella fogna e nella melma, vittima di un degrado e di un abbandono che hanno rischiato davvero di devastarla. Nella serata di ieri, i tecnici della Gori hanno scavato per disintasare gli sbocchi fognari completamente intasati da sabbia e pietre, mentre gli esercizi commerciali spazzavano via l'acqua sporca dai loro locali, inveendo contro chi ha causato un simile disastro, salito alla ribalta delle cronache nazionali. Uno scroscio di pioggia, per quanto intenso, non può giustificare un simile scempio. Né la questione legata al sistema di deflusso delle acque in villa comunale, con tubi di piccolo diametro, sembra correlata alla devastazione avvenuta ieri nel centro cittadino. L'intervento dei Ross è stato provvidenziale nel tardo pomeriggio, mentre la polizia municipale brancolava nel buio arrabattandosi sul da farsi e la rete intercomunale di Protezione Civile ha messo in mostra tutti i suoi attuali limiti nel fronteggiare un'emergenza così vasta. «Se ad occludersi e a provocare l'esondazione fosse stato il rivo Cannetiello piuttosto che quel rivoletto secondario, le conseguenze sarebbero state disastrose, come lo furono una ventina di anni fa nel centro antico, come lo sono state in tante città della penisola. - sottolinea l'ex vicesindaco Andrea Di Martino - Sulla manutenzione dei rivi e dei versanti montani del nostro territorio, la politica sta scherzando col fuoco. Ci sono responsabili precisi con diverse maglie politiche. Ci sono ritardi da parte di quei carrozzoni pubblici e privati che sono Arcadis e Gori. C'è una sottovalutazione del governo regionale, c'è stata scarsa determinazione e coraggio dalle giunte Bobbio sino all'ultima in ordine di tempo. Il disastro di ieri è inconcepibile». Responsabilità politiche, dunque. La promessa della balneabilità del tratto di costa va a scontrarsi con la difficoltà nel garantire la manutenzione dei rivi, mettendo in ginocchio un'intera città sommersa dalla melma.

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