Non c'è pace per la villa comunale. Ai ritardi accumulati in seguito alla sanguinosa perdita dei fondi PIU Europa e alla necessità di un nuovo progetto che presto sarà al vaglio dei tecnici del Comune si è aggiunta di recente la visita a Palazzo Farnese della Guardia di Finanza, che ha prelevato tutta la documentazione per capire se il cantiere è in regola con le autorizzazioni del genio civile e delle varianti effettuate sul progetto iniziale, oltre che con la valutazione di impatto ambientale. Alle grane sopra citate, tuttavia, se n'è aggiunta un'altra, che fa riferimento alla prima fase dei lavori di restyling del lungomare stabiese. L'Ati, ossia l'azienda che si era aggiudicata la gara d'appalto, vuole citare il Comune in Tribunale per chiedere il risarcimento delle opere compiute prima di essere sostituita per gravi inadempienze. L'azienda, costituita da tre ditte ( la capofila Ma.Mi. s.r.l. di Milano e altre due di Aversa), non ha ricevuto un solo euro dal Comune per i lavori effettuati fino a settembre ed ora chiede il pagamento per gli interventi effettuati, a costo di adire le vie legali pur di vedersi riconosciuto il saldo. Le inadempienze contestate all'Ati riguardavano soprattutto il mancato rispetto del cronoprogramma, generato da una lentezza cronica nell'avanzamento dei lavori dovuta anche alla presenza di pochi operai all'interno del cantiere, ragion per cui i tecnici comunali avevano deciso di spedire a casa la società. Un nuovo capitolo della telenovela si profila dunque all'orizzonte, mentre il cantiere è ancora desolatamente fermo e abbandonato al suo triste destino.