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Castellammare - Villa comunale e Casa del Fascio, progetti bloccati e misteri da chiarire

La giornata di domani sarà cruciale per validare il progetto esecutivo finalizzato alla ripresa dei lavori di restyling del waterfront, mentre è sempre desolatamente fermo il cantiere della nuova biblioteca comunale.

tempo di lettura: 2 min
di Mauro De Riso
02/02/2016 16:03:36
Castellammare - Villa comunale e Casa del Fascio, progetti bloccati e misteri da chiarire

Il più grande fallimento della gestione Cuomo reca con sé danni evidenti per l'immagine della città. L'opportunità di rilanciare Castellammare sfruttando i fondi Piu Europa per il restyling del waterfront e dell'ex Casa del Fascio è stata gestita nel peggiore dei modi e la città delle acque oggi si presenta come un cantiere tenuto fermo da intoppi burocratici tutt'altro che semplici da risolvere in tempi brevi. La villa comunale, intanto, versa in uno stato pietoso e non sarà fruibile appieno dagli stabiesi ancora a lungo: la Rf Appalti Srl si trova con le spalle al muro in seguito alle sette prescrizioni riscontrate da una società di validazione esterna al Comune, che pertanto ha concesso all'azienda sette giorni, a partire dal 26 gennaio, per presentare le controdeduzioni per la convalida del progetto esecutivo finalizzato alla prosecuzione dei lavori di restyling del waterfront. Il termine ultimo, dunque, è fissato per la giornata di domani, ma le previsioni non sembrano affatto rosee, dato che il direttore dei lavori, Aniello Di Maio, oltre a ravvisare la mancanza di un computo metrico e del nuovo cronoprogramma per la consegna dell'opera compiuta, avrebbe aggiunto altre sette disposizioni che, se confermate, imporrebbero ulteriori rinvii alla ripresa del cantiere. Non c'è pace neppure per l'ex Casa del Fascio, il cui restauro è stato completato al 90% dalle aziende ATI Valentino Giuseppe Srl e Impregiva Srl mediante i 5 milioni di euro dei fondi Piu Europa restituiti al mittente alla scadenza del 31 dicembre 2015. La risoluzione del contratto con le due aziende ha lasciato strascichi pesanti, certificati dalle cause in atto presso il Tribunale di Torre Annunziata. ATI e Impregiva, infatti, chiedono circa 600mila euro per le opere compiute; il Comune di Castellammare, invece, pretende il risarcimento di 750mila euro per le opere incompiute. Su richiesta dell'ATI, tuttavia, il tribunale ha affidato le controdeduzioni ad un tecnico nominato per il caso in questione e una relazione inquietante farebbe temere il rischio di un crollo della struttura, tuttora priva di sorveglianza. Il Comune, dal canto suo, aveva deciso da tempo di affidare il cantiere alla Scalabrini Costruzioni di Napoli, ma attualmente i lavori sono sospesi e i segnali in prospettiva futura non sono rassicuranti. In attesa di chiarire i misteri che aleggiano sui due progetti, a rimetterci sono come al solito gli stabiesi, privati della biblioteca e della villa comunale, il cui degrado è l'emblema della decadenza in cui versa la città delle acque.

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