Edifici fatiscenti, crepe sulle pareti e toppe apposte qua e là all'interno delle case. Cresce la paura di molti residenti in via Rispoli, che da tempo hanno denunciato le condizioni critiche delle proprie abitazioni, a due passi dal cuore pulsante del centro cittadino. Il recente sisma che ha devastato Casamicciola, sull'isola di Ischia, non ha lasciato indifferenti gli inquilini della strada che congiunge Piazza Matteotti e Piazza Spartaco, che negli ultimi anni hanno dovuto far fronte all'assenza di manutenzione all'interno dei propri edifici, proprio mentre si discute in merito agli interventi da effettuare su tanti edifici nei Comuni italiani che sarebbero a rischio crollo nelle zone in cui persiste l'incognita legata ai terremoti. Sarebbero circa 650 i Comuni in cui sarebbe opportuno intervenire e Castellammare di Stabia non può certo restarne esclusa, rievocando i danni subiti in occasione del sisma che devastò l'Irpinia nel 1980. E subentra così il dubbio che in via Rispoli sia stato effettuato un censimento piuttosto superficiale, mentre la paura inizia a farsi largo tra tutti gli stabiesi, considerando anche la situazione sempre più complessa del centro antico, in cui accanto al rischio sismico persistono anche i timori per il dissesto idrogeologico, accentuati dalla distruzione di ettari di vegetazione che avrebbero frenato eventuali frane derivanti dalle piogge torrenziali dell'inverno. La spesa piuttosto onerosa per le verifiche statiche degli edifici, in ogni caso, non agevola i controlli, ma l'incolumità di tanti cittadini potrebbe davvero essere fortemente a rischio.
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